Video appunto: Guerra civile libanese

La guerra civile libanese



La guerra civile libanese, durata 15 anni, dal 1975 al 1990, è stata una conseguenza del conflitto arabo-israeliano. Fino ad allora, il Libano era considerato la “Svizzera del Medio Oriente” in quanto visto come modello di una pacifica convivenza etnica e religiosa.
La causa della guerra è da individuare nell’espulsione dalla Giordania dell’O.
P (Organizzazione della Palestina Libera), guidata da Arafat. Dopo la sconfitta della Guerra dei Sei giorni nel 1967, l’OLP si era rifugiata in Giordania, dove godeva di un grande prestigio popolare, arrivando anche a governare con le autorità giordane. Tuttavia, questa convivenza si faceva sempre più difficile perché provocava continuamente tensioni e risentimenti che il re di Giordania e Arafat erano capaci di gestire solo con grande difficoltà. In pratica, in Giordania, l’OLP era considerato una specie di Stato nello Stato poiché era chiaro che l’OLP, il cui scopo era la distruzione dello Stato d’Israele, mirava ad esautorare il re di Giordania.
Nel settembre 1970, a seguito del dirottamento di un aereo occidentale in territorio giordano da parte dell’OLP, scoppiarono dei sanguinosi combattimenti fra l’esercito giordano beduino, fedele al re, e le forze palestinesi dell’OLP. La guerriglia andò avanti per qualche mese con stragi e attentati (molto noto è quello delle Olimpiadi di Monaco di Baviera, rivendicato dall’organizzazione terroristica palestinese “Settembre nero”), finché l’OLP non fu cacciato dalla Giordania per rifugiarsi in Libano, l’unico paese che poteva garantire una certa autonomia politica e operativa.

L’ingresso dell’OLP a Beirut nel 1971 ebbe come conseguenza la rottura degli equilibri etnico-religiosi e politici da sempre esistenti nel paese. In Libano esistevano i cristiani maroniti, cioè dei cattolici di rito siriano, e una componente musulmana. I primi assunsero un atteggiamento ostile nei confronti dei nuovi arrivati, mentre i secondi erano favorevoli alla guerriglia. Anche la classe dirigente del paese era divisa sul problema perché nei suoi confronti la resistenza palestinese comandata da Arafat costituiva un elemento catalizzatore e detonatore. La guerra esplose nel 1975 con la contrapposizione armata di due schieramenti politici:
• la destra di ispirazione cristiano-maronita
• la sinistra, di componente musulmana (i drusi ben distinti dai sunniti e dagli sciti), che comprendeva anche il Partito Socialista progressista.
In un primo momento la guerriglia palestinese cerco di rimanere fuori dal conflitto, ma successivamente, a partire dal gennaio 1976, finì per esserne coinvolta insieme alla sinistra. Il governo intervenne perché temeva che la Siria venisse divisa in uno stato più piccolo di ispirazione cristiana, attirato nell’orbita di Israele ed uno più grande in mano ai Palestinesi. Pertanto, ci fu un massiccio intervento militare che attirò anche la destra maronita e costrinse alla ritirata i palestinesi e i libanesi di sinistra. Il Libano fu allora attraversato da stragi ed assassini politici a tal punto da far sembrare Beirut una città fantasma, coperta di rovine. Di fatto il Libano era spartito fra Siriani e Israeliani per interposta persona dei rispettivi alleati libanesi; a complicare la situazione c’era l’esistenza dell ‘OLP di Araf che costituiva uno Stato nello Stato. Nel 1978, Israele non si contentò più dei suoi interventi sporadici ed indiretti in Libano contro l’OLP e pensò di invadere militarmente la parte meridionale del paese con lo scopo di distruggere le basi militari palestinesi.
Spinto dagli USA, l’ONU riuscì infine ad ottenere una tregua, inviando in Libano un contingente di Caschi blu, anche il protettorato israeliano nel sud del paese rimase determinante.
Il conflitto terminò nel 1990: i 15 anni di guerra civile avevano provocato fra militari e civili più di 150.000 morti oltre ad una fuga all’estero di tanti libanesi. Per quanto riguarda l’OLP essa rischiò di essere espulsa anche dal Libano, attanagliata com’era fra la Siria da una parte e Israele dall’altra.