Video appunto: Grande Guerra - Pericoli di Guerra e Attentato a Sarajevo

Grande Guerra - Pericoli di Guerra e Attentato a Sarajevo



Alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’Europa viveva ancora nel clima fastoso della “Bella Epoque”. Molti pensavano di essere avviati verso un avvenire di progresso morale e materiale guidati dalla scienza e dalla ragione; molti si illudevano anche che la guerra fosse solo un ricordo del passato, visto che dal 1870 la Francia e la Germania non si combattevano sul suolo europeo.

Invece, per gli osservatori più attenti della politica internazionale, la situazione politico-militare in Europa non era molto tranquilla, infatti c’erano dei segnali che facevano pensare allo scoppio di una futura guerra civile, in particolare: la corsa agli armamenti dell’Inghilterra e della Germania; la mancanza di potere nei Balcani; la questione delle terre irridenti; le ambizioni imperialiste della Germania, Austria, Italia e Russia; la corsa alle colonie; e il protezionismo economico che ostacolava le esportazioni.

Queste vicende gettarono l’Europa, e gran parte del mondo, in un lungo conflitto. L’epicentro finale della crisi furono i Balcani e in particolare Sarajevo (capitale della Bosnia) che era stata annessa all'Impero asburgico sei anni prima.


Il 28 giugno 1914, durante una visita a Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro – ungarico, e sua moglie furono uccisi in un attentato organizzato dall'organizzazione nazionalista bosniaca. Egli fu ucciso perché sosteneva la necessità di riequilibrare i rapporti politici all'interno dell’impero a danno del popolo ungherese e a favore di quello slavo, e quindi voleva dare più autonomia ai popoli dei Balcani e meno autonomia all'Ungheria; però ciò gli allontanò le simpatie dei nazionalisti più radicali che puntavano a conquistare l’indipendenza totale di uno stato slavo egemonizzato dalla Serbia.
La reazione dell’Austria fu molto dura e il 5 luglio una delegazione austriaca si recò a Berlino per assicurarsi l’ appoggio dell’imperatore tedesco, che glielo concesse.

Il 23 luglio il governo austriaco rivolse un severo ultimatum alla Serbia. Alla quale si chiedeva di condurre un’indagine all'interno del movimento nazionalista e si esigeva che alle indagini sull'attentato partecipassero anche autorità austriache; ma quest’ultimo aspetto violava il rispetto della sovranità nazionale e quindi la Serbia rifiutò; inoltre si lasciavano solo 48 ore per decidere.
Il 28 luglio l’Austria dichiarò guerra alla Serbia. Il 1°agosto la Germania dichiarò guerra alla Russia e il 3 agosto alla Francia, il 4 agosto la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania e all'Austria.