Salandra - trattative bilaterali e patto di Londra


A partire dall'autunno del 1914 il presidente del consiglio Salandra, e il ministro degli esteri, Sonnino, avviano trattative segrete bilaterali con i diplomatici di entrambi gli schieramenti combattenti: l'intento è di vedere da chi si può ricavare di più nel caso di un ingresso in guerra intanto che si compiono i necessari preparativi per permettere all'esercito di essere pronto. Le potenze dell'Intesa sono quelle che fanno l'offerta più allettante: ovvero in caso di intervento è ovviamente di vittoria, l'Italia avrebbe oltre alle "terre irredente" (Trentino e Friuli), anche il Tirolo meridionale fino al Brennero, tutta l'Istria (con l'eccezione di Fiume) la Dalmazia, il protettorato sull'Albania, il possesso della base di Valona e la provincia turca di Antalia, sulle coste meridionali dell'Anatolia. Queste promesse vengono formalizzate in un accordo segreto sigillata dal governo a Londra nella primavera del 1915 noto come "patto di Londra". Nella primavera del 1915 gli interventisti organizzano manifestazioni e comizi che impressionano molto una parte significativa dell'opinione pubblica, condizionata sia dal clima creato da queste manifestazioni sia dei concreti risultati conseguiti dal governo con il patto di Londra, la maggioranza dei parlamentari vota a favore del conferimento al governo dei pieni poteri in caso di guerra.

I socialisti italiani confermano la loro neutralità ma la esprimono con una formula ambigua: "né aderire né sabotare" mentre votano contro l'ingresso in guerra, invitano i propri militanti a non ostacolare l'azione bellica dell'Italia (cioè né sabotare) in nome delle ragioni del patriottismo, si tratta di un altro significativo esempio della grande influenza sprigionata dalla cultura nazional-patriottica che finisce per condizionare anche i dirigenti di un partito sicuramente avverso alla guerra come il Psi (partito socialista italiana). Dopo l'approvazione in parlamento il governo presenta la dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria la sera del 23 maggio 1915, mentre il 24 maggio si aprono effettivamente le ostilità contro l'Austria-Ungheria; e intanto il comando dell'esercito italiano viene affidato al generale Luigi Cadorna (1850-1928) capo di Stato maggiore

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità