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Il consolato a vita in Francia


Nel 1801 la Pace di Lunéville con il Sacro Romano Impero, chiedendo di rispettare quanto pattuito nel Trattato di Campoformio. Il confine in Italia arriva ora fino al nuovo Regno d’Etruria, con l’Austria che riconosce le Repubbliche sorelle. In cambio la secolarizzazione e l’annessione dei principati ecclesiastici di Trento e Bressanone. Nel 1802 si ha la Pace di Amines con il Regno Unito, che riconosce la Repubblica, e si ha la fine della Seconda Coalizione.
Dal 1802 la situazione è quindi alquanto favorevole a Napoleone, che decide di far approvare al Senato una modifica della Costituzione che rafforza le prerogative del Senato stesso. Esso ha facoltà di legiferare, espropriando così il potere legislativo di Tribunato e Corpo legislativo. Può agire tramite atti aventi forza di legge detti senato-consulti, riguardanti tutto ciò che non è previsto dalla Costituzione. In caso di sua modifica invece si avranno senato-consulti organici. I suoi membri vengono portati a 120, con il Primo console che ora colui che deve designare i tre candidati dalla lista degli eleggibili. Ma anche altri, indipendenti da essa. Grazie alla forza coercitiva del Primo console, è soltanto il Senato che vota questa modifica della Carta. Si vuole però salvare l’apparenza, e il popolo viene chiamato in un referendum confermativo, che si rivela un plebiscito con 3,6milioni di si e 6mila no. Napoleone inizia a distribuire grandissime proprietà terriere ai senatori, una sorta di investitura signore-vassallo. Senatori che diventano super-prefetti, con rendita annua molto consistente oltre l’indennità senatoriale. Napoleone viene posto come Console a vita, in una Repubblica che ora è tale solo di nome.
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