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Cavour


Per descrivere Cavour si utilizza l’espressione “cosmopolitismo culturale”: era figlio di un imprenditore aristocratico (intraprendentismo) e sua madre era originaria di Ginevra, una città cosmopolitica. Dal punto di vista politico era un liberale moderato e guardava alla monarchia della costituzione inglese. Pensava fosse prioritario modernizzare il paese per lo sviluppo sociale e civile. Emerge infatti all’interno del parlamento piemontese a causa di una battaglia che volle combattere per approvare delle leggi chiamate leggi Siccardi; queste limitavano i privilegi della Chiesa (diritto d’asilo e privilegi dati a tribunali ecclesiastici).
In quel periodo il presidente del consiglio era d’Azeglio, ma nel 1852 prende il suo posto Cavour, che imprime tre svolte nel movimento in cui prende il potere.

Svolte politiche

• Connubio: coalizione che mette insieme gli elementi più moderati della destra e quelli della sinistra per formare una grande coalizione politica di centro;
• Il governo era, di fatto, responsabile di fronte al parlamento e non al re.

Svolta economica

• Fece svolte liberali per promuovere lo sviluppo dell’economia e delle opere pubbliche. Questo contribuì allo sviluppo del commercio e dell’industria.
Grazie alla sua politica il Regno di Sardegna divenne lo stato più all’avanguardia di Italia.
Il suo motto era “Libera Chiesta in libero stato”, ossia ognuna poteva professare liberamente la propria religione senza essere perseguitato, e la Chiesa non doveva avere privilegi rispetto allo stato stesso. La Chiesa e lo stato erano separati.
Nel resto d’Italia i patriottici democratici mazziniani tentarono di rompere questo nuovo ordine. Ci fu un tentativo di insurrezione, ma furono schiacciati con la forza dai sovrani. Il Regno di Sardegna era l’unico soggetto in grado di portare l’Italia all’indipendenza, quindi molti patriottici appoggiarono Cavour e si riunirono in un movimento chiamato Filopiemontese: nasce la Società Nazionale Italiana.
Cavour non aveva l’obiettivo immediato di realizzare l’indipendenza italiana, ma di liberare in primo luogo il Lombardo Veneto dagli austriaci per ampliare il Regno di Sardegna. Cavour ebbe un’intuizione vincente dal punto di vista strategico: per vincere l’Austria occorreva l’appoggio di altre potenze europee; lasciare l’Italia in uno stato di tensione era un problema per tutti.
Decise, quindi, di partecipare alla guerra di Crimea combattuta tra Impero Russo e Ottomano; partecipa insieme alla Francia e all’Inghilterra, alleati della Turchia. Riuscì a proporre ai tavoli di pace la questione italiana, non ottenendo alcun risultato concreto.
Nel 1858 vi fu un avvenimento in Francia: un esule mazziniano, Felice Orsini, attenta alla vita di Napoleone III. L’attentato fallisce, ma viene condannato a morte. Prima di morire scrive una lettera a Napoleone III per chiedere di fare propria la causa del popolo italiano: fu un occasione per sottolineare l’urgenza della questione italiana.
Cavour strinse nel luglio del 1858 un accordo segreto con Napoleone III a Plombiere, dove si accordarono su:
• Alleanza militare difensiva: la Francia si impegnava ad intervenire militarmente contro Austria;
• Ipotesi si nuova sistemazione politica del territorio italiano dopo cacciata degli austriaci: il Regno di Sardegna avrebbe acquisito il Lombardo Veneto (sotto Savoia), l’Italia centrale (sotto Stato Pontificio), l’Italia meridionale.
Napoleone III voleva Nizza e Savoia perché voleva imporre in Stati dell’Italia centrale i membri della sua dinastia. Cavour aveva trovato un alleato contro l’Austria consapevole del fatto che altri regni italiani avrebbero richiesto di passare sotto il dominio del Regno di Sardegna e non della Francia. L’accordo ebbe successo.
Cavour doveva trovare un casus belli e fare in modo che l’Italia potesse attaccare l’Austria. Il Regno di Sardegna mobilitò l’esercito e dei gruppi armati di patrioti guidati da Garibaldi al confine tra Piemonte e Austria: Vittorio Emanuele II ammise che il Regno di Sardegna non era insensibile al grido di dolore che si levava in gran parte dell’Italia. L’Austria cominciò ad inviare degli ultimatum al Regno di Sardegna, chiedendo l’allontanamento degli eserciti dal fronte, ma questo non avvenne. Il 29 aprile 1859 scoppiò ufficialmente la seconda guerra di indipendenza.
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