Fascismo - Totalitarismo imperfetto

Il sistema fascista, almeno nelle pretese, non era autoritario classico, ma totalitario; perché fu chiamato totalitarismo imperfetto?

In Italia, quando dal punto di vista storico il nazismo in Germania era ancora una forza minoritaria, lo Stato totalitario era già costruito, sia nelle sue strutture giuridiche (partito unico, milizia MVSN, sindacati fascisti) e c’erano manifestazioni evidenti, come le grandi adunate con i cittadini in camicia nera fascista, il culto del capo, quindi questo era almeno teoricamente un regime totalitario. Una delle caratteristiche fondamentali era la sovrapposizione di due strutture nel senso che c’era la simbiosi Stato-partito, quindi la sovrapposizione del vecchio Stato monarchico e della nuova gerarchia fascista. Il punto di congiunzione era il Gran Consiglio del fascismo, un organo di partito dotato di importanti funzioni costituzionali, anche se mai autonomo rispetto a Mussolini. Al di sopra di tutto il potere assoluto era esercitato da Mussolini che era duce del fascismo e Capo del Governo.

Nella simbiosi tra Stato e partito prevalseero i tradizionali organi dello Stato e questo per esplicita scelta di Mussolini, fin dall’inizio, nel senso che per trasmettere gli ordini dal centro alla periferia egli si serviva della tradizionale macchina gerarchica dei prefetti, una struttura tipicamente monarchica. Per reprimere il dissenso si serviva dei tradizionali organi dello Stato come polizia e carabinieri più che la milizia, che quando il fascismo si impose fu confinata a un ruolo poco più che decorativo di corpo ausiliario (non c’è paragone tra il ruolo delle SS in Germania e prima ancore delle SA con il ruolo delle MVSN in Italia); ciò perché lui stesso si rendeva conto che il livello qualitativo della classe politica fascista era nettamente inferiore per competenza tecnica a quella della classe dirigente tradizionale cioè dello stato monarchico. Quindi prevalsero gli organi tradizionali piuttosto che quelli di partito.
Il partito però si allargò enormemente durante il periodo fascista, nel senso che l’iscrizione diventò una prassi sempre più diffusa e in particolare era fondamentale essere iscritti al partito per lavorare nel settore pubblico, non solo all’interno di questo, ma anche nel settore statale.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email