All'indomani della guerra, il 26 giugno 1945, viene fondata l'Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite). È un atto che apre nuove speranze per il futuro, i rappresentanti delle 50 nazioni fondatrici hanno come obiettivo quello di mantenere la pace e la sicurezza internazionale grazie alla cooperazione amichevole tra tutte le nazioni del mondo. Nel 1948 viene approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, testo fondamentale che dovrebbe regolare i rapporti tra gli Stati membri. Organo fondamentale dell'Onu è il Consiglio di Sicurezza, composto dai rappresentanti di cinque membri permanenti (Usa, Urss, Cina, Regno Unito e Francia) che esercitano il diritto di veto su ogni iniziativa sostenuta dagli altri Stati. Anche i processi di Norimberga e Tokyo (1945-1948) che si concludono con la condanna di alti dirigenti tedeschi e giapponesi per "crimini contro l'umanità ", sembrano costituire almeno una parziale risposta della giustizia ad una sofferenza inaudita come la Shoah.

Ma, sempre all'indomani del secondo conflitto mondiale, la tragedia non è ancora finita: l'Europa continua a essere attraversata da violenze, come le esecuzioni sommarie a danno di fascisti p collaborazionisti; gli stupri alle donne (per mano dei soldati dell'Armata Rossa in Germania e di quelli algerini e marocchini in Italia); le foibe in Istria. Con la firma del trattato di pace di Parigi del 1947 vengono ridefiniti i confini tra Italia e Jugoslavia e questo determina un imponente esodo di italiani e vengono costretti ad abbandonare tutti i beni mobili e immobili di cui sono in possesso.
L'"esodo istriano" non costituisce un caso isolato: l'intera carta d'Europa viene ridisegnata e ciò comporta spostamenti massicci di popolazioni. A "spartirsi" i territori sono le due superpotenze vincitrici in guerra, Usa e Urss. A definire questo nuovo equilibrio contribuiscono nuove istituzioni e accordi internazionali come il Fondo monetario internazionale, la Banca internazionale per la Ricostruzione e lo sviluppo, il Gatt (Accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio) e il Piano Marshall (programma per la ripresa europea) che prevede la concessione di prestiti, merci, attrezzature e materiali ai paesi inclusi nel programma a patto di una piena accettazione dell'alleanza con gli Usa.

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