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L’economia e la società durante l’età giolittiana

Lo sviluppo economico a nord e a sud

Durante il periodo Giolittiano l’economia Italiano conobbe uno sviluppo così rilevante da essere definito decollo. Lo sviluppo iniziò nel 1896, con il ritardo rispetto ai paesi che avevano conosciuto la prima rivoluzione industriale e prima che Giolitti conquistasse stabilmente la direzione della vita politica italiana: ma il periodo di maggiore crescita dell’industria coincise con l’età giolittiana. Dal 1902 al 1913 il prodotto interno lordo aumentato di circa il 70%. Il 40% dell’industria siderurgica si trovava in Liguria, il 20% in Lombardia e il 10% in Piemonte , di fronte al solo 6% della Campania , nettamente superata anche dalla Toscana, con il 20% della produzione. Queste percentuali mostrano con chiarezza dello sviluppo industriale interessava soprattutto il Nord. Giolitti dsi rendeva conto della gravità della <<questione meridionale>> , cioè del ritardo dello sviluppo economico della maggior parte delle regioni meridionali di fronte a quelle che formavano a nord il cosiddetto<< triangolo industriale>> e adottò verso il mezzogiorno una nuova politica, fondata sulla legislazione speciale . Nel 1904 furono approvate una legge speciale della Basilicata e un’altra per Napoli. Con queste misure legislative si diede inizio all’industrializzazione del mezzogiorno.

L’industria automobilistica

I tentativi dei privati di impiantare la grande industria al sud fallirono . Nel 1906 un uomo d’affari inglese convinse alcuni imprenditori stranieri a stringere accordi con imprenditori italiani , per fare nascere a Napoli uno stabilimento in grado di produrre 500-600 autovetture l’anno.
Ma ad una indagine più accurata , risultò che a Napoli non c’erano le condizioni sufficienti , a causa della scarsezza di manodopera qualificata , e si decise che era meglio impiantare la fabbrica a Milano . Nacque cosi l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili(nel 1910 fu abbreviato ad ALFA). L’industria meccanica si concentrava in Piemonte , dove nel 1899 nacque la Fabbrica Italiana Automobili Torino . La crescita fu rapida , ma l’Italia restò lontana dai maggiori paesi industriali : alla vigilia della Gande guerra produceva 1 milione di tonnellate di acciaio mentre la Germania 17,6 milioni.

La politica di Giolitti nel mezzogiorno

Mentre Giolitti lottava per le leggi per favorire lo sviluppo economico del mezzogiorno , il governo adoperava la forza contro i contadini :dimostrazioni contadine a Cerignola e a Castelluzzo furono represse e vi furono numerosi morti e feriti tra i dimostranti .

L’Italia meridionale rappresentava una delle basi del potere giolittiano , in quanto forniva alla maggioranza parlamentare un buon numero di deputati . Giolitti favoriva l’elezione dei candidati meridionali appartenenti alla sua maggioranza , facendoli sostenere dai prefetti e consentendo loro di assicurarsi il voto degli elettori in cambio di favori.

L’emigrazione

Nell’anno 1900 emigrarono più di 350 000 Italiani . Nel corso dell’età giolittiana il numero degli emigranti continuò ad aumentare , con una media di circa 600 000 l’anno . Quasi la metà proveniva dall’Italia meridionale e si dirigeva in prevalenza negli USA . I contadini che partivano volevano mantenere rapporti con i loro familiari quindi erano costretti a imparare a leggere e a scrivere per poter inviare e ricevere lettere . Quando tornavano alle loro case portavano con sé il frutto delle nuove esperienze . Sul piano economico , l’aspetto più importante era costituito dalle rimesse degli emigrati che facevano affluire nelle povere campagne meridionali rilevanti quantità di denaro , in una misura mai conosciuta prima . Le loro famiglie erano messe in grado di comprare una casa e un appezzamento di terra e i braccianti potevano così trasformarsi in piccoli proprietari.

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