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La crisi del 29

La crisi che colpì gli Stati Uniti nel 1929 fu di carattere finanziario. La finanza, che già all’inizio del XX secolo si muoveva in maniera autonoma, creò delle situazioni in cui il valore di alcuni titoli si accrebbe al punto che avvenne il crollo di questi titoli. Ciò avvenne quando il valore dei titoli finanziari, scambiati nella borsa di mercato di Wall Street, il cui valore dipendeva dal mercato, crebbero enormemente e si creò una cosiddetta bolla finanziaria: l’eccessiva crescita dei prezzi crollò improvvisamente, dando origine ad un processo a catena che portò al deprezzamento totale dei titoli finanziari. Questo impoverimento generale determina il fallimento di molte imprese perché le persone non avevano la possibilità di acquistare a causa dell’eccessivo accrescimento dei titoli. La gente non acquistava, di conseguenza le aziende non producevano e per questo motivo licenziavano i lavoratori. A causa di questi fallimenti continui e dei frequenti licenziamenti, nel 1929 molte persone negli Stati Uniti non avevano letteralmente i mezzi per provvedere al proprio sostentamento.
La crisi del 1929, passata alla storia con il nome di “Grande Crisi”, diede origine al cosiddetto New Deal, sistema creato dal presidente Roosevelt, il quale applicò i principi elaborati precedentemente da uno dei più grandi economisti degli Stati Uniti: Keynes, il quale aveva ideato il principio di sostentamento dello stato.
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