1945 - Regno Unito nell'immediato dopoguerra

Dopo la seconda guerra mondiale nel Regno Unito, a sorpresa, nelle prime elezioni politiche del dopoguerra che si erano tenuti nel luglio del 1945, i conservatori di Churchill, il Primo Ministro che ha vinto la guerra, vengono sconfitti nettissimamente dai laburisti che ottengono il 48% dei voti e il 61% dei seggi. Il Primo ministro diventa il laburista Clemente Atlee (1883-1967) che avvia un piano di riforme tanto coraggiosa quanto importante. Già nel 1941 il governo ha dato all'economista William H. Beveridge (1879-1963) l'incarico di compiere un'indagine sul funzionamento dei servizi sociali e di avanzare proposte per il loro miglioramento. Nel suo Rapporto, pubblicato nel 1942, Beveridge ha sostenuto che uno Stato equo dovrebbe cercare di impedire che il reddito di un individuo scenda sotto il livello minimo di sussistenza. Per far ciò, mentre i redditi più alti devono essere più vigorosamente tassati, le risorse così ottenute devono essere indirizzate a finanziare un sistema di sicurezza sociale che prevede il pagamento di sussidi ai disoccupati, di assegni familiari per le famiglie più numerose e la costruzione di un sistema sanitario e pensionistico pubblico. Attlee accoglie i suggerimenti contenuti nel Rapporto Beveridge e tra il 1946 e il 1948 organizza il National Health Service (Nhc, servizio sanitario nazionale), che prevede prestazioni mediche ospedaliere gratuite per tutti i cittadini. Organizza un sistema di assicurazioni contro malattie, infortuni, vecchiaia e disoccupazione, finanziato con tributi dello Stato, dei lavoratori e degli imprenditori. Procede inoltre alla nazionalizzazione della Banca d'Inghilterra, delle industrie siderurgiche, elettriche e carbonifere e dei trasporti, con la costituzione della compagnia nazionale British Railways. Questo insieme di misure costituisce il primo organico esempio di quello che ora viene chiamato "Welfare State" (ovvero Stato del benessere), un'espressione che vuole contrapporre nettamente questa esperienza a quella vissuta nei decenni precedenti, quando ha dominato il "Warfare State" (Stato di guerra); mentre quest'ultimo orienta l'impiego delle risorse pubbliche al potenziamento degli apparati militari in funzione difensiva oppure offensiva, il Welfare State pone al centro dei suoi obiettivi il raggiungimento di un livello di benessere e di protezione sociale garantita per tutti i suoi cittadini e soprattutto per quelle meno abbienti. Fin da subito appare chiaro che il Welfare State ha costi notevoli, per niente inferiori a quelli di un Warfare State. I costi sono fronteggiati con una forte tassazione progressiva sui redditi e con il monitoraggio delle retribuzioni pubbliche e private. Ciò nonostante, il governo Attlee non è in grado di fronteggiare tutti gli impegni di spesa che, oltre alle uscite per la costruzione del sistema di Welfare, comprendono anche le spese per la ricostruzione delle città e delle infrastrutture distrutta dalla guerra. Per questo da un lato il governo è costretto ad aumentare l'indebitamento del Regno Unito nei confronti degli USA e dall'altro la compressione dei consumi dovuta al contenimento delle retribuzioni, sia pubbliche sia private, limita la domanda dei beni di consumo e quindi rallenta la crescita dell'economia nel suo complesso. Facendo un bilancio complessivo dell'intera operazione compiuta da Attlee, parte dell'opinione pubblica che ha votato laburista nel 1945 comincia a ritenere che i costi del Welfare State siano superiori ai vantaggi che se ne ricavano. E così i laburisti, dopo aver ottenuto una vittoria di misura alle elezioni del febbraio del 1950, nelle successive elezioni anticipate dell'ottobre del 1951 vengono sconfitti dai conservatori, che ora ricostituiscono un governo nuovamente presieduto da Churchill.

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