Anche le principali democrazie europee (cioè il Regno Unito e la Francia) sanno resistere alla crisi, che d'altronde non le colpisce tanto gravemente quanto gli USA o la Germania. Comunque i loro sistemi politici non esprimono dirigenti capaci di proporre la quantità di innovazioni che Roosevelt ha saputo introdurre nel sistema statunitense. Al tempo stesso sia la natura dei conflitti socio-politici sia le strutture sociali dei due paesi europei sono assai diverse da quelle statunitensi: da ciò deriva un diverso modo di affrontare le questioni politiche, sociali e di genere.
Nelle elezioni per il Parlamento del Regno Unito, che si tengono nel 1929, il Partito conservatore subisce un deciso ridimensionamento mentre il partito laburista incrementa i suoi voti e soprattutto raddoppio i suoi seggi: cioè l'8 giugno del 1929 si può formare un governo di coalizione presieduto da James Ramsay MacDonald, appoggiato anche da ciò che resta del Partito liberale. Il nuovo governo si trova subito di fronte all'emergenza della crisi economica. La affronta con soluzioni piuttosto tradizionali nel senso che introduce tagli alla spesa, aumento della pressione fiscale sui redditi e prelievi sugli stipendi dei dipendenti pubblici. Tale politica serve a garantire le uscite dovute al sussidio statale che viene pagata ai lavoratori disoccupati mantenendo al tempo stesso il bilancio dello Stato in parità. I risultati sono modesti infatti l'economia britannica non si riprende; il numero di disoccupati aumentano e le proteste operaie e le tensioni all'interno della maggioranza laburista che ne derivano inducono MacDonald a tentare di ampliare la base del suo governo con una sorta di alleanza nazionale che include anche i conservatori: il nuovo governo viene formato nell'agosto del 1931 e nel settembre decide di svalutare la sterlina. Intanto il Partito laburista, che non approva il governo di unità nazionale, espelle MacDonald il quale, seguito da un piccolo numero di deputati, fonda il Partito laburista nazionale. È in questo contesto che nell'ottobre del 1931 si tengono le nuove elezioni. Il risultato è un tracollo della laburisti e un grande successo dei conservatori i quali, pur dominando maggioranza di governo, confermano MacDonald una carica di Primo Ministro. Uno dei primi atti del nuovo governo è l'attivazione della British Commonwealth che, rinsaldando i rapporti economici tra Regno Unito e i Dominions (Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada e Stato Libero d'Irlanda) consente un certo miglioramento degli scambi commerciali e del comportamento complessivo delle economia britannica. Inoltre la svalutazione della sterlina induce le banche ad abbassare i tassi di interesse sui prestiti (che sono essenzialmente il costo del denaro che una banca concede in prestito o un privato o un'azienda) e questa misura permette una certa ripresa delle attività economiche, anche se il livello di disoccupazione resta piuttosto elevato. Nel 1935 MacDonald, malato, abbandono la direzione del governo. I conservatori vincono le elezioni che si tengono in quell'anno e negli anni seguenti si formano due governi entrambi costituiti da ministri conservatori (il primo è presieduto da Baldwin, 1935-37, e il secondo da Neville Chamberlain, 1937-40). Il miglioramento della situazione economica induce questi governi a ridurre le imposte sui redditi e ad abolire il prelievo diretto sugli stipendi dei dipendenti pubblici, misure introdotte dal governo laburista all'inizio degli anni Trenta.

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