1924 - Piano Dawes

La soluzione alla crisi tedesca è favorita dalle decisioni prese nel corso della Conferenza internazionale per le riparazioni di guerra, convocata a Parigi nel gennaio del 1924. La decisione più importante è l'adozione del cosiddetto piano Dawes, dal nome di Charles G. Dawes (1865-1951), banchiere e politico statunitense che lo ha presentato. Il piano prevede l'obbligatoria rivalutazione e stabilizzazione del marco (cosa che viene attuata effettivamente nell'agosto del 1924), una dilazione della pagamento dei risarcimenti che gravano sulla Germania e, una cosa importantissima, la possibilità per la Germania di ricevere prestiti internazionali. Questa clausola del "piano" permette alle banche e aziende statunitensi, che dispongono di eccedenze finanziarie derivanti dal buon andamento delle esportazioni statunitensi, di investire sia nei titoli offerti dalla Repubblica tedesca sia in attività finanziarie o produttive situate in Germania. Questa rappresenta una soluzione che soddisfa entrambi i partner: in Germania arrivano preziosissimi capitali, gli investitori statunitensi possono acquistare i cartelli di prestito che annunciano ottimi tasso di interesse, possono investire in attività economiche che promettono egualmente buoni dividendi. In questo modo la catena di relazioni finanziarie transatlantiche, che nel 1921 era incompleta e bloccata, adesso viene perfezionata e dà vita a una circolazione finanziaria triangolare di questo tipo: finanziamenti USA a Germania che permettono il pagamento delle azioni tedesche a Francia, Regno Unito, Italia che a loro volta pagano interessi e debiti a USA e da qui il circuito ricomincia, concedono finanziamenti a Germania e così via di seguito. Il meccanismo è definitivamente perfezionato nel giugno del 1929, quando una nuova commissione internazionale preceduta dall'uomo d'affari nordamericana Owen D. Young (1874-1962) approva il Piano che porta il suo nome e che prevede il pagamento rateale di risarcimenti tedeschi sulla base dell'esborso di 2 miliardi all'anno per i successivi 58 anni. Tutta questa complessa operazione consente all'economia europea una sua buona ripresa, visibile negli anni che vanno dal 1925 al 1929. Anche se in alcuni paesi, per esempio Francia e Italia, l'inflazione monetaria non sia del tutto sotto controllo, pure le attività produttive agricole e industriali riprendono ad avere in tutta Europa un andamento positivo alimentata dalla costruzione di un circuito finanziario integrato all'interno del quale i capitali statunitensi giocano il ruolo di motore originaria della ripresa economica.

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