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Quattrocento: l'arte al servizio delle corti


Il Rinascimento segna la fine del Medio Evo: le arti conoscono una stagione di splendore e si tende molto a imitare la cultura greco-romana.
Il Rinascimento ebbe origine nel XIV secolo, un movimento artistico e culturale fondato sull'arte greci-romana. In questo periodo, inoltre, si sviluppò una visione più laica e razionale della vita anche attraverso le altre arti e la letteratura.
Durante il Rinascimento l'uomo si allontana dalla visione Medioevale , ossia dalla sottomissione divina, iniziando ad vere più fiducia nella propria intelligenza.
Firenze divenne la culla del Rinascimento italiano grazie alla ricchezza e al coraggio dei Mecenati (coloro che sostengono attività artistiche e culturali e le finanziano), inoltre, con le signorie cambia anche il rapporto tra artisti e committenti. Essi, infatti, trovano protezione e fortuna sotto la corte del principe che a sua volta gli offre vitto, alloggio e stipendio ottenendo grandi imprese militari e vicende dinastiche.
Agli inizi del Quattrocento la prospettiva inizia a variare passando da una prospettiva intuitiva ad una più scientifica, ossia basata su regole matematiche e geometriche. Fu Filippo Brunelleschi insieme a Leon Battista Alberti. La regola attuata si fonda sul rimpicciolire gli oggetti a seconda della distanza dal nostro occhio.
Fu Brunelleschi nel 1413 che ridusse in scala degli edifici della città.
Alberti, invece, pubblicò nel 1435 la prima definizione di prospettiva nella pittura.
Anche nel passato cercarono di rappresentare lo spazio su una figura piana ottenendo però scarsi risultati.
Brunelleschi riuscì a dimostrare, nel 1413, l'illusione della profondità: prese un pennello e, dopo aver aperto un foro coincidente con il punto di fuga del dipinto, premendo il foro contro l'occhio e tenendo uno specchio posto davanti a questo foro, l'osservatore poteva controllare la validità della prospettiva guardando anche la realtà. Questo venne appurato ponendosi sulla porta della Cattedrale di Firenze dando le spalle al Battistero.
Gli architetti rinascimentali avevano vari ideali come ordine, regolarità e simmetria. Nonostante questo le loro città venivano ancora considerate "medioevali", le strade molto strette e gli impianti irregolari non permettevano la realizzazione delle loro idee e dei loro progetti anche perché i costi finanziari non lo permettevano, per questo molti si accontentarono dei dipinti.
Nel XV secolo le città venivano immaginate come luoghi perfetti con proporzioni e prospettive perfette. I palazzi ad esempio, avrebbero dovuto avere rispettivamente le altezze simili. Veniva tutto costruito secondo una geometria regolare: tutte le immagini dovevano essere tradotte in realtà, abbiamo come esempio la città di Palmanova la cui pianta è stellata (pianta poligonale a 9 punte).
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