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Padova e Andrea Mantegna


Francesco Squarcione, maestro di molti artisti veneti, fra cui proprio Andrea Mantegna. La differenza fondamentale fra di loro è che Squarcione è una figura ambigua, a metà fra artigiano e artista, mentre Mantegna è un artista a tutti gli effetti, che diventerà l’emblema dell’artista di corte.
Mantegna nasce nel 1431 in un piccolo paesino nei pressi di Padova.
Giunge a Padova giovanissimo, forse nel 1441, ed entra nella bottega di Squarcione: qui avviene la sua formazione pittorica. Nel 1447 avviene, probabilmente, la rottura con il maestro, di cui abbandona polemicamente la bottega perché non ne condivide l’orientamento artistico. Attraverso Donatello Mantegna prende la tecnica e la filosofia della prospettiva, che sarà presente in tutta la sua produzione artistica.

Mantegna vuole andare in altre città italiane per studiare l’arte: si reca a Ferrara fra il 1449 e il 1450, e lì incontra i grandi artisti che lavorano nella corte estense. Mantegna è un artista particolarmente sensibile alla cultura classica: non vuole solo recuperare le forme dell’arte greco-romana, ma vuole creare un collegamento con il mondo antico, per riportarlo in vita, dimostrando così che quell’esperienza è ancora attualizzabile. Mantegna, oltre ad essere un artista, è anche un erudito: con il suo amico Felice Feliciano compie dei viaggi esplorativi fino al Lago di Garda per studiare le epigrafi romane. La passione è una componente fondamentale e formativa della personalità di Mantegna.
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