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Antonello da Messina

Antonello da Messina è il protagonista del nuovo orientamento culturale del Sud della penisola. Egli seppe assimilare la lezione fiamminga, fondendola con l’esperienze prospettica e con la sintesi formale del Rinascimento italiano.
A lui, inoltre, va il merito di avere diffuso in Italia la tecnica della pittura a olio, che entro la fine del XV secolo sostituirà quasi del tutto la tradizionale tempera.
Antonello era nato intorno al 1430 in una Sicilia rimasta ai margini rispetto alle più significative esperienze del rinnovamento artistico europeo. Nei documenti messinesi del 1457 egli è definito “discretus magister”, ovvero buon pittore, provvisto di bottega.
La sua formazione avviene tra la Sicilia e la Campania negli anni in cui il Regno di Napoli si stava affacciando alla cultura catalana e franco-fiamminga.
Nella città campana egli giunge alla fine degli anni 50 e, probabilmente, tramite il più anziano pittore, può sperimentare i linguaggi artistici giunti attraverso le rotte commerciali mediterranee e del nord Europa; linguaggi conosciuti anche attraverso le collezioni reali di pittura franco-fiamminga.

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