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Lotto, Lorenzo - Pala di San Bernardino


In questa opera si esprime ampiamente il realismo, già sperimentato da Giorgione e Tiziano, strumento di indagine e di realtà, attraverso il fatto che il mostrarsi della Madonna sia un apparire senza preannunciazione, che l'artista non programma ma costruisce, e ciò si evince dal fatto che i quattro angeli, che paiono entrare in scena quasi del tutto casualmente, costruiscano l'ambientazione sul momento con un drappo, non perfettamente sistemato, che andrà a formare un baldacchino, che però è in fieri, e non ha supporti.
Questo lo allontana molto dalla cultura rinascimentale, poiché gli artisti del tempo rappresentavano l'apparizione come costruita su uno studio, un preciso programma concettuale, mentre lui la raffigura in modo improvvisato.
Perfino i santi paiono colti di sorpresa, e alcuni, ancora assorti in un colloquio, quasi non si accorgono del prodigioso evento che sta loro manifestandosi. In primo piano è presente la figura realistica di un angelo che prende appunti, e viene distratto da qualcuno al di fuori della scena, uno spettatore come noi, pertanto proietta il suo sguardo su un'altra dimensione, la nostra, rompendo la quarta parete e rendendo il fruitore più partecipe della sua opera, come faranno molti artisti successivi.
La presenza del realismo è molto forte in Lotto, anche e soprattutto per via della vicinanza geografica della repubblica di Venezia al nord e dunque alla cultura realista tedesca, che influenzò l'arte veneziana con il suo pragmatismo.
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