Video appunto: Lombardo, Pietro - Opere

Pietro Lombardo



Pietro Lombardo, vissuto nel XV secolo, è un architetto e scultore rinascimentale che ha lavorato a Venezia, dopo aver avuto contatti con l’arte fiorentina. I suoi capolavori degni di nota solo il Palazzo Doria e Santa Maria dei Miracoli, entrambi a Venezia.
Il Palazzo Doria, costruito nel 1487 si affaccia sul Canal Grande e presenta delle reminiscenze gotiche per il verticalismo e per le decorazioni.
D’altra parte, la scelta è stata obbligata per la limitatezza dello spazio frontale, racchiuso fra due canali. Sul tetto, gli alti fumaioli che terminano con un tronco di cono capovolto sono una caratteristica veneziana. La facciata è caratterizzata da un grande equilibrio sia per quanto riguarda le decorazioni che il rapporto fra spazi pieni e vuoti. Essa è traforata dalle sei finestre angolari a destra e da quattro finestre a sinistra per piano, come se costituissero una loggia.

La Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, costruita dal 1481 al 1489, per la facciata, ha un aspetto più rinascimentale. Il piano inferiore presenta delle paraste trabeate, con capitelli corinzi che al piano superiore sono ripetute e sormontate da archi (quello centrale, corrispondente al portone d’ingresso è più grande) che ricordano gli ordini sovrapposti di Leon Battista Alberti. La facciata si chiude con un frontone curvilineo. L’insieme, molto solido e massiccio, viene alleggerito da alcune decorazione: in basso esse sono molto semplici, più elaborate al piano superiore e ricche e fantasiose sul frontone. L’interno della chiesa ha una sola navata, con volta a botte decorata con cassettoni dorati; il presbiterio è rialzato e anch’esso ricco di decorazioni in marmo policromo, alla cui realizzazione hanno collaborato anche i due figli, Tullio e Antonio. Il critico Piero Adorno scrive che l’intera costruzione, all’esterno e all’interno, può essere paragonata ad un prezioso e raffinato cofanetto portagioie.
Come scultore, Pietro Lombardo ha realizzato diversi sepolcri di dogi, fra cui meritano di essere ricordati il Monumento al doge Pietro Mocenigo e quello al Doge Niccolò Tron. Nel primo, l’artista arricchisce il sepolcro con decorazioni varie quali nicchie e statue, quasi a dare un effetto pittorico per la molteplicità di chiaroscuri. Nel secondo è molto evidente influenza fiorentina, dato che il sarcofago è addossato alla parete.