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Brunelleschi e Ghiberti


Mentre in Europa e in tutta Italia si parla di Gotico, a Firenze, nonostante la peste nera del 1348, si parla di un'altra cultura. I fiorentini sono dei banchieri e Firenze rimane molto legata all'antico e al classico.
all'inizio del 1400 dopo la peste nera e il crack finanziario la città risorge: è nuova, moderna e aperta ai giovani. I priori vengono eletti dalle arti maggiori (banchieri e mercanti). Firenze possiede inoltre il Fiorino, moneta di scambio in tutta Europa.
Nel 1400 la città non è molto grande, le mura sono ancora quelle di Arnolfo ma la città è densamente popolata lo stesso. Nel 1472 viene fatto un censimento e viene chiesto alla popolazione se sa leggere, scrivere e più di 3/4 della popolazione era in grado di fare ciò. Da qui si capisce che abbiamo una popolazione colta.
Nel 1401 l'arte di Calimala (dei mercanti) bandisce un concorso aperto a tutti i giovani fiorentini (e non solo) scuoltori con l'obiettivo di trovare uno scultore in grado di creare una fornella della porta Nord del Battistero (la porta che guarda via Martelli). L'arte di Calimala da delle regole ben precise: lo scultore deve lavorare sul bronzo dorato il Sacrificio di Isacco. La forma dell'opera deve essere quadriloba (presa dall'altra porta creata in precedenza da Pisano). Si presentano una ventina di scultori ma i vincitori sono due: Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti. Entrambi sono molto giovani.
In verità non sono proprio due vincitori. Ghiberti, in un libro che scrive, dice che il concorso lo vinse lui e tutti erano universalmente d'accordo mentre Brunelleschi, nella sua biografia scritta da Manetti, dice che lo vinsero entrambi ma lui si ritirò perché non voleva condividere con Ghiberti la vittoria e così se ne va a Roma a studiare il Pantheon e tutte le arti classiche per dieci anni.
Probabilmente vinse davvero Ghiberti e basta perché fu molto più convincente. Usò la tecnica a cera persa lavorando a sbalzo e rendendo la figura tridimensionale, più leggera e meno costosa. Abramo punta un coltello verso Isacco ma arriva un angelo a fermarlo mentre i servitori non si accorgono di nulla. Isacco è nudo e si fa particolare attenzione all'attenzione dell'anatomia del corpo.
Bruenelleschi non fu molto convincente perché lavorò con la tecnica a fusione separata applicandole dopo sul fondo, rendendo le figure piene, l'opera più pesante e più costosa. Tutto sembra molto piatto. La scena è drammatica: Abramo prende per il collo Isacco, nudo, e l'angelo deve prendere fisicamente il braccio di Abramo per fermarlo. Brunelleschi utilizza un'interpretazione più umana.
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