Video appunto: Goya, Francisco - Majas al balcone

Majas al balcone



La tela, esposta al Metropolitan Museum diNew York, fu realizzata da Goya fra il 1805 e il 1812.
Il termine “majas” significa una popolana a cui piace vestirsi in modo elegante e che comunque non si adatta la sua vera condizione sociale. Di solito è una giovane bella, ma un po’ provocante e dall’atteggiamento sensuale, tale da far pensare anche ad una prostituta.
In genere le majas indossavano abiti di cole bianco, con molte decorazioni e coprivano la testa con veli leggeri.
Il quadro segna un’evoluzione dell’arte del pittore spagnolo: l’atmosfera complessiva è ben lontana dalle rappresentazioni solari della società spagnola dell’epoca della prima fase e si sta avviando verso il periodo della pittura nera (= picturas nigras), caratterizzata da figure scure ed inquietanti che troveranno uno sbocco nella rappresentazione dei fantasmi della mente dal carattere allucinatorio delle ultime opere.
Nel dipinto, le due ragazze, sedute, sono appoggiate una col gomito e l’altra con la mano, ad una ringhiera su cui, a tratti, si riflette la luce e sembrano accennare ad un sorriso. Indossano un abito chiaro, riccamente decorato; da notare la corrispondenza inversa fra il velo della prima ragazza nero come la gonna della seconda e l’abito della prima e il corpetto della seconda, entrambi bianchi. Un critico ha fatto notare che lo stare al balcone in bella vista era tipico delle majas prostitute. Sullo sfondo sono presenti due figure inquietanti che, avvolte nei loro scuri mantelli, contrastano con la luminosità delle due figure femminili, creando così un’atmosfera inquietante, tipica delle picturas negras. Se le due majas sono delle ragazze di piacere, essi potrebbero essere i due protettori. Dietro il delicato cromatismo luminoso del primo piano sta l’oscurità del secondo come se l’artista ci volesse avvertire che tutto è apparenza e che la verità è ben nascosta. Infatti non solo per il colore le due majas contrastano con le due figure retrostanti. Esse sono raffigurate con ricchezza di particolari e con una grande cura delle forme, mentre la forma dei due uomini, quasi nascosti nell’ombra, è appena accennata, quasi impenetrabile.
La composizione segue delle regole geometriche ben precise. La ringhiera divide la tela in un rettangolo (in basso) e in un quadrato (in alto). Quest’ultimo contiene a sinistra e a destra una ragazza e l’uomo dietro stante. Inoltre le due figure di sinistra sono contenute in un quadrato che è esattamente il doppio di quello in cui sono contenute le figure di destra.
Sullo stesso tema esiste un’altra tela, in possesso di una collezione privata svizzera che presenta un aspetto ancora più misterioso.
A questa tela, circa 60 anni più tardi, si ispirò Edouard Mane per dipingere Il balcone.