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Johann Heinrich Füssli - La disperazione dell'artista davanti alla grandezza delle rovine antiche


Nell'arte europea le proporzioni e le forme dell'antica Grecia e dell'epoca romana sono state fin dal Medioevo e ancor più nel Rinascimento oggetto di studio e in molti casi modello ideale per scultori e pittori. Nel Settecento, con il Neoclassicismo, l'imitazione dell'arte antica raggiunse il suo apice. Il confronto con l'arte del passato fornì uno stimolo alla creatività degli artisti del XVIII secolo, ma al contempo fece nascere la consapevolezza della sua irraggiungibile perfezione. Tale sentimento fu efficacemente raffigurato da Johann Heinrich Füssli in un disegno eseguito tra il 1778 e il 1780 dopo un viaggio compiuto in Italia: i frammenti di una colossale statua dell'imperatore Costantino si stagliano davanti a un muro di pietre, del quale non si distinguono i limiti, parte anch'esso di un grande complesso monumentale ormai irrimediabilmente perduto. L'amarezza di trovarsi di fronte a un universo non ricostruibile nella sua interezza acuisce il sentimento di angoscia e impotenza dell'artista.

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