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Il Duomo di Pisa

Il Duomo, iniziato nel 1604 per volontà delle magistrature della città e del vescovo Guido, è dedicato alla Vergine in ringraziamento della vittoria navale sugli arabi a Palermo. La prima costruzione fu condotta dall’architetto Buscheto; nel 1118 avvenne la consacrazione. Intorno al 1120 l’architetto Rainaldo allungò le navate di tre campate, completò l’abside e la cupola ovoidale e progettò l’attuale facciata, conclusa nel secolo seguente dallo scultore Guglielmo. L’edificio, con impianto a croce latina di dimensioni eccezionali per l’epoca, riunisce influssi provenienti dall’antichità e dall’Oriente, ma presenta anche elementi che anticipano il Gotico, a testimonianza della varietà di culture presenti a Pisa nel momento del suo massimo splendore. La facciata a salienti ha al piano terreno sette arcate cieche sorrette da lesene classiche e decorate con losanghe e cerchi di mosaici marmorei di ascendenza araba. Al di sopra vi sono quattro ordini di loggette alte e strette, che moltiplicano il motivo tipico del Romanico lombardo e dietro le quali si intravedono le finestre: si crea così un suggestivo effetto di chiaroscuro e di traforo che alleggerisce la monumentalità della parte inferiore con uno slancio verso l’alto già di gusto gotico. Le arcate cieche percorrono tutto il perimetro della chiesa, così come l’alternanza del marmo bianco e nero, mentre nell’abside ritroviamo due ordini di logge che richiamano la facciata. L’ampia zona absidale e il transetto sporgente, a sua volta absidato, sono un insieme autonomo, importante quanto la facciata: ogni monumento di questa piazza, grazie alla sua posizione isolata, è osservabile a 360 gradi. Il vasto interno ha cinque navate con arcate a tutto sesto sorrette da colossali colonne monolitiche; i cui capitelli corinzi provengono in parte dalle Terme di Caracalla. Il matroneo è spartito da bifore e sopra il cleristorio vi è la copertura a capriate lignee nascoste da un soffitto a cassettoni, mentre le navate laterali hanno volte a crociera. Il transetto è absidato ed è diviso in tre navate, creando così un suggestivo gioco di intrecci e fughe prospettiche tra le colonne. Questo effetto, unito alla bicromia dei marmi, moltiplica gli spazi dando l’impressione della perfetta simmetria di ogni elemento.

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