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Terminato l’Abacuc nel 1425, Donatello trascorse gli anni tra il 1425 e il 1427 a Siena, dove fu chiamato per realizzare la decorazione del fonte battesimale del battistero di Siena. L’opera era stata progettata e disegnata dieci anni prima da Jacopo della Quercia, mentre per la realizzazione lo stesso della Quercia si avvalse dell’aiuto di Donatello e di Lorenzo Ghilberti. A Donatello spettò il “banchetto di Erode” , un rilievo in bronzo dorato, di dimensioni 60x60 cm. La scena è ambientata all’interno del palazzo di Erode, nella sala da pranzo ; qui vi sono due gruppi di figure in primo piano: a sinistra vi è un servitore che porge ad Erode un vassoio con la testa di San Giovanni, , fatto decapitare per volere di Sàlome , quest’ultimo a destra sembra quasi del tutto indifferente, mentre alle sue spalle vi è un crocchio di commensali inorriditi per la scena raccapricciante. Le espressioni trasmettono all’osservatore la drammaticità del momento: il disgusto di Erode. Il centro della scena vuoto enfatizza il senso di sbigottimento ma consente anche a Donatello di organizzare la prospettiva attraverso le mattonelle ed il pavimento. In secondo piano invece, vi sono i personaggi secondari, servi e orchestrali, distribuiti nelle stanze secondarie, le quali sono anticipate da archi a tutto sesto, semi colonne e pilastri. Mentre le figure in primo piano sono realizzate tramite il bassorilievo quelle secondarie sono state ottenute tramite la tecnica dello stiacciato. La luce mostra e rimarca con le due tecniche di lavorazione il senso logico della storia , infatti i personaggi in primo piano sono avvolti da ombre intense.

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