La Libertà che guida il popolo


Si tratta di un dipinto di enormi dimensioni realizzato da Eugene Delacroix nel 1830 è che oggi si trova al Museo del Louvre. È una fedele e realistica rappresentazione della forza con cui i rivoltosi francesi scesero in piazza il 27, il 28 e il 29 luglio 1830, durante le Tre Gloriose per dimostrare e combattere affinché le nuove riforme emanate dal governo del re Carlo X, che davano sempre più potere all’aristocrazia e riportavano in vigore la censura, fossero abolite. Il re sarà obbligato a cancellarle e ad abdicare per evitare di essere ucciso. Il quadro sarà esposto al Salon di Parigi del 1831 e acquistato dal governo francese, che scelse di porlo nella sala del trono del palazzo di Lussemburgo per ricordare al nuovo re, Luigi Filippo, in quali pericoli potesse incorrere in caso di scelte impopolari. Fu però considerato un quadro pericoloso che poteva ispirare nuove e più sanguinose rivolte e fu per questo condannato al dimenticatoio, per essere poi riscoperto durante i moti del 1848 ed essere esposto nel 1855 all’Esposizione Universale.
Il personaggio principale del quadro è una donna scalza nei pressi di una barricata, Marianne, vale a dire la personificazione della Francia e della Libertà. È vestita di abiti da popolana e descritta con analitico verismo, come ci dimostrano i peli delle ascelle,ma ha la parte superiore del busto scoperta, quasi fosse una divinità greca; ha in una mano il tricolore francese e nell’altra una baionetta, che sta a rappresentazione la sua partecipazione attiva alla rivendicazione. In testa ha il berretto frigio simbolo della repubblica a cui aspiravano i rivoluzionari del 1789. Marianne volge lo sguardo verso la folla alle sue spalle, molto variegata, per incitarla alla rivolta. Alla sua destra notiamo un giovane con in mano delle pistole, che rappresenta la forza dei giovani che lottano per il proprio futuro e la propria libertà contro la monarchia. Alla sinistra di Marianne spicca un uomo con il cilindro, che rappresenta gli intellettuali che combattono al fianco delle classi popolari meno colte per ottenere la libertà. In basso troviamo un giovane con una camicia blu che la guarda completamente assorto dalla sua bellezza e dalla sua forza in quanto vede in lei l’ultima speranza per i francesi di ottenere ciò che chiedono e l’unica davvero in grado di liberare la società dagli oppressori. Oltre ai rivoltosi, Delacroix sceglie di raffigurare anche alcune delle vittime: nella parte bassa del quadro troviamo uno di coloro che protestano morto e privato di alcuni vestiti, affiancato da una guardia svizzera e da un corazziere caduti durante lo scontro con i rivoltosi. La folla sembra avanzare verso lo spettatore e questo tentativo di includere lo spettatore nella rappresentazione è reso anche attraverso lo sguardo del bambino che guarda direttamente chi si avvicina al quadro. I personaggi sono circondati da una nube di fumo dovuta alla battaglia, ma attraverso essa ci è possibile individuare la cattedrale di Notre-Dame e questo ci consente di situare la scena con precisione a Parigi. Per la rappresentazione del corpo di Marianne s’ispira alla Venere di Milo. Delacroix recupera di Géricault lo schema piramidale per l’organizzazione dei soggetti, ma ribalta completamente l’atmosfera: ne “La zattera della Medusa” il tema centrale è la perdita della speranza da parte dei naufraghi, mentre nell’opera di Delacroix è la speranza a farla da padrona. Le tonalità impiegate sono molto scure e il tricolore, bianco, rosso e blu, oltre ad essere presente nella bandiera che ha in mano la Libertà, ricorrono spesso all’interno dell’intera tela.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email