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Tra il 1821 e il 1822 Constable iniziò a registrare con curiosità scientifica le variazioni atmosferiche delle nubi e del cielo, annotando su ogni schizzo l’ora della giornata, il punto di osservazione, la direzione del vento e le condizioni del tempo. Egli utilizzava poi tali appunti e disegni nei quadri di grande formato, in cui dedicava un’attenzione sempre più minuziosa alla resa degli effetti atmosferici e luminosi. Negli ultimi anni le opere di Constable si caricarono di una componente più cupa e drammatica, poiché riflettevano la difficile situazione in cui si trovava l’artista, dovuta a ristrettezze economiche e ad alcuni lutti familiari. Nel grande studio per il Castello di Hadleigh ( dipinto intorno al 1828-29) la desolazione del paesaggio e le nubi minacciose appaiono infatti come una raffigurazione simbolica dello stato d’animo dell’artista. Le sole presenze tra le rovine malinconiche del castello sono un uomo che passeggia con il suo cane, un piccolo gregge al pascolo e il volo agitato dei gabbiani che annunciano la poggia. Il colore è steso con violenza, le macchie di sole sui prati vicini all’estuario del Tamigi sono segnate a colpi di spatola, con un’audacia che per certi versi anticipa la tecnica degli impressionisti. I tocchi di bianco spezzati suscitarono l’ammirazione di Gericault e soprattutto di Delacroix.

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