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Il Bronzino


Il Bronzino (Agnolo di Cosimo) nacque a Firenze nel 1502 e morì nel 1572, e venne riconosciuto come un allievo del Pontorno. La sua arte ci caratterizza per uno stile raffinato che diventa una prerogativa assoluta delle corti, finalizzato a promuovere la grandezza politica e culturale delle corti stesse. Le sue più grandi opere sono i ritratti, in particolar modo quelli legati alla famiglia ducale di Cosimo de’ Medici, caratterizzati dalla mancanza assoluta della psicologia cara ai maestri del Rinascimento: questo determina che all’osservatore è impossibile comprendere il pensiero di chi viene rappresentato. Infatti l’artista preferisce concentrare l’attenzione sulla cura estrema dei particolari e sull’esaltazione degli elementi che servono a descrivere l’importanza politica e sociale dell’effigiato, senza nascondere un atteggiamento realistico verso l’effigiato, in quanto mantiene un atteggiamento quasi fotografico. Nel Ritratto di giovane con libro (354) è possibile evincere la cura maniacale nel rappresentare il rappresentato così com’è, perché l’autore non nasconde nemmeno il difetto oculistico del giovane, lo strabismo.
I ritratti del Bronzino possono essere definiti infatti dei veri e propri oggetti rari, paiono dei monili per via della cura nel particolare e dell’attenzione nel rappresentare gli oggetti che simboleggiano importanza.Le sue opere si caratterizzano oltretutto per via delle pose articolate e dalle proporzioni non sempre corrispondenti ai canoni [ma tuttavia abbastanza misurate, non ai livelli del Parmigianino che voleva creare una nuova idea di bello legata alla dimensione soggettiva].
I colori sono estremamente preziosi e si avvicinano molto al carattere smaltato che si ritrova nelle pietre preziose; questo atteggiamento viene adottato anche in scultura nel primo Quattrocento, quando si ricorre all’argilla smaltata.
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