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Lorenzo Bartolini, Il Monumento funebre della contessa Sofia Zamojska

La formazione di Lorenzo Bartolini avvenne in ambito neoclassico; in seguito egli assunse poi una posizione contraria al classicismo in quanto sosteneva la necessità di studiare la natura, ricercandone non tanto le forme perfette e ideali, quanto la verità degli aspetti. Il Monumento funebre della contessa Sofia Zamojska, commissionato a Bartolini subito dopo la morte della nobildonna, avvenuta a Firenze nel febbraio 1837, riassume elementi tipici dell’arte cristiana, come l’arcosolio. La nicchia è incorniciata da un arcone classico a recemi e ospita al centro un tondo con la Madonna e il Bambino, di tradizione quattrocentesca. La contessa polacca giace su un letto di foggia greco-romana, appoggiato su uno zoccolo, a sua volta sostenuto da un sarcofago ornato di stemmi e simboli araldici. L’opera rappresenta una summa dei principi fondamentali della poetica di Bartolini: l’attenzione alla realtà, la perfezione formale e l’espressione di valori spirituali. Gli aspetti più crudi del dolore nell’agonia dell’anziana contessa sono qui evocati senza idealizzazioni, sia nella forte espressività del volto, sia nel disordinato panneggio della coperta stellata, lavorata con tecniche diverse in modo da ottenere un effetto di colore. Le ombre si addensano lungo il contorno sinuoso delle pieghe, mettendo in risalto la tormentata sofferenza del momento del trapasso dalla vita alla morte, qui presentato nella sua drammatica istantaneità.

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