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Antonello da Messina: San Gerolamo nello studio, Vergine Annunziata e pala di San Cassiano

Antonello da Messina è il pittore che ha maggiormente contribuito alla diffusione delle invenzioni fiamminghe in Italia, non solo a livello figurativo ma soprattutto nella scelta di dipingere ad olio.
San Girolamo nello studio: si ha una minuziosa definizione dell’ambiente che corrisponde ad un’analitica visione dei fiamminghi. Importante è l’innovazione iconografica, il santo infatti viene anche rappresentato come un umanista. Un grosso leone sta alle sue spalle, secondo una leggenda il santo tolse la spina all’animale e questo divenne il suo fedele compagno. Lo studio del santo appare attraverso il perfetto cannocchiale prospettico di una grande finestra ad arco, rialzata da 3 gradini ed illuminata da più fonti luminose. Il pavimento di maioliche colorate è perfettamente in prospettiva e ricorda alcuni capolavori fiamminghi. Nonostante la complessità della luce si crea uno spazio unitario e saldamente prospettico. Ha molti particolari ma non si frammenta in infiniti dettagli come in alcune opere precedenti.
Pala di San Cassiano: l’opera raffigura la Vergine con il bambino in trono fra i santi: Giorgio, Cecilia, Nicola e lucia (sinistra) e Domenico, Orsola, Sebastiano ed Elena (destra). Nei frammenti oggi ricomposti si vedono solamente la Madonna ed il bambino e la parte superiore di alcuni santi. Antonello crea una composizione spaziale unificata. La madonna offre a Gesù delle ciliegie che simboleggiano il sangue che verserà per il genere umano. Una luce chiarissima pone in evidenza anche gli aspetti marginali e conferisce agli oggetti un aspetto nordico. Viene commissionata per essere una pala dell’altare della chiesa di San Cassiano.
Vergine annunziata: nel 1474 a Venezia conosce Bellini e reinterpreta la sua concezione spirituale. Si tratta di un dipinto rivoluzionario per composizione e taglio della scena. Viene infatti immaginata dal punto di vista dell’angelo annunciante che scompare dalla rappresentazione. La sagoma appare avanzata di 3 quarti con la spalla e la mano in controluce proiettate verso lo spettatore. Egli fa riferimento a Pietro Della Francesca soprattutto per l’atmosfera sospesa, fuori dal tempo, per i volumi e per il complesso gioco luminoso. La vergine inoltre è raffigurata con uno sgardo molto tipo.
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