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I mangiatori di patate


1. L'opera, conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam, raffigura cinque poveri contadini intenti a consumare il loro pasto frugale a base di patate e caffè nero bollente. Il colore, sospeso tra il verde e il marrone, ricorda significativamente la buccia della patata, vera protagonista dell'insieme.
2. L'ambientazione, lugubre e fuligginosa, suggerisce la miseria che incombe sulla casa: i volti scavati e spigolosi dei commensali rimandano al duro lavoro dei campi e ad una profonda rassegnazione spirituale. Il semplice interno dell'abitazione è solo abbozzato, quasi a voler dare una fugace impressione esteriore del vuoto che occupa i poveri uomini.
3. Lo stesso dipinto riflette secondo l'artista un criterio di bellezza aderente al soggetto trattato: la pittura deve farsi portavoce delle violente caratteristiche di ciò che rappresenta, 'un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi che quando va a messa la domenica con una sorta di abito di società'.

Autoritratto con cappello di feltro grigio


1. L'opera, oggi conservata al Stedelijk Museum di Amsterdam, rappresenta uno dei primi tentativi di pittura divisionista dopo l'incontro con i pittori parigini.
2. La giacca è trattata con rapidi tocchi di colore accostati l'uno all'altro: così anche il volto è reso mediante il variare dell'inclinazione delle linguette di coloro che seguono una disposizione raggiata e centrifuga
3. L'artista sfrutta nello sfondo la teoria cromatica dei Divisionisti, che l porta ad accostare tratti verdi e linee rose, colori complementari tra loro.
4. Il carattere malinconico, inafferrabile, volubile e fuligginoso è lasciato trasparire dall'inquietudine che domina i suoi occhi e dall'estrema magrezza del volto.

Notte stellata


1. L'opera, oggi conservata al Museum of Modern Art di New York, raffigura quello che sembra essere un paese olandese: in una piccola valle si adagia un insieme di casa fra cui svetta la cuspide di un campanile.
2. Le figure del dipinto accolgono significati simbolici e si caricano dell'inquietudine che domina il pittore: la superficie del dipinto in realtà coglie una verità più profonda e recondita.
3. Il cipresso in primo piano è l'elemento catalizzatore della scena: è una forma d'aspirazione all'infinita, un elemento che ricerca la pace interiore del pittore. L'albero si fa specchio dell'anima di Van Gogh e parla di arcane simbologie che trascendono la natura degli elementi.
4. Il cielo occupa un'abbondante porzione dello spazio pittorico ed è reso con una veste divisionista: la luna è una voluminosa e aggressiva massa globulare, unica compagna delle stelle nel loro tragitto notturno. Lo spazio del cielo trascina se stesso nella densa corrente, i cavalloni che si rincorrono nella volta celeste presentono l'arrivo di un'imminente catstrofe e sembrano quasi compiangere l'opaca malvagità del mondo.

Campo di grano con volo di corvi


1. L'opera, oggi conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam, coglie la natura nella tensione precedente allo scatenarsi della furia degli elementi.
2. Le pianure gialle di grano sono particolarmente brillanti sotto l'incombere di un lontano nero di nubi: una tempesta, quasi un presagio di morte, sta per abbattersi sul mondo ed accrescerne il dolore.
3. La violenza della natura e l'inquietudine abissale dell'autore realizzano il dipinto con una violenza inaudita: il campo di grano trattato con frustate di colore e il cielo è incupito da una coltre nera.

4. L'artista ammira con impotenza l'avvicendarsi degli eventi incalzanti, quasi intaccato da una malattia della coscienza che gli impedisce ogni forma di rivolta contro la fatalità

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