Ominide 651 punti
Questo appunto contiene un allegato
Munch, Edvard - L'urlo (2) scaricato 5 volte

Edvard Munch (con analisi del “L’ urlo”)

Edvard Munch è uno dei più grandi pittori che esercitano una grande influenza sull’Espressionismo. Centro del suo interesse è l’angoscia, il dramma dell’uomo, il dramma del suo esistere, del suo essere solo e sperduto di fronte a ciò che lo circonda, con le sue paure, i suoi conflitti interni, le sue ansie.
L’artista esprime il suo mondo interiore attraverso le immagini, che, però non devono essere una semplice illustrazione, ma un’opera d’arte compiuta in sé. A questo proposito possiamo parlare della sua opera, che esprime angoscia, disperazione. Originariamente “L’urlo” si chiamava “Il grido”; un titolo, piuttosto significativo, poiché non sta a indicare un luogo, o qualcosa che sta accadendo, bensì un’espressione interiore attraverso il grido. Il grido è, quindi, una reazione istintiva, è l’urlo originario, antico come l’uomo; un grido, che esprime le paura, le angosce, lo smarrimento dell’essere umano.

Ricordiamo che l’angoscia è un concetto diverso dalla paura, come direbbe il filosofo Kierkegaard: la paura è provocato da qualcosa di determinato, l’angoscia, al contrario, è provocata da nulla, tanto che a volte non riusciamo a capire il perché della nostra angoscia.

Analisi de L’urlo (1893)

Grazie alla prospettiva, che dà al ponte lunghezza, il dramma è totalmente espresso. Ci sono altri dettagli, da non trascurare, come, per esempio, gli urti cromatici e l’ondeggiare delle linee curve, che partono dalla forma della testa e dalla posizione delle mani e delle braccia dell’uomo e si propagano intorno all’acqua del fiume, al cielo, alla terra. Una cosa da notare, è: le onde non sono concentriche, con contrapposizioni di concavità e convessità, quasi a voler rappresentare la rifrazione e l’amplificazione sonora dell’urlo.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email