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Amedeo Modigliani, Nudo sdraiato a braccia aperte


Fra il 1916 e il 1917 Modigliani realizzò una nutrita serie di nudi, in cui la figura femminile viene ritratta seduta oppure sdraiata. In Nudo sdraiato a braccia aperte la modella, inquadrata dall’alto, come pienamente consapevole della propria bellezza, rivolge uno sguardo diretto, intensissimo, allo spettatore, obbligandolo a guardarla: l’occhio non può che indagare il corpo femminile, non può fuggire altrove, poiché il pittore ha azzerato l’ambientazione, riducendola a piatte campiture di colore rosso, blu, bianco. Il nudo è costruito attraverso una linea flessuosa ed essenziale e reso assolutamente vero dalle studiate relazioni cromatiche: il nero dei capelli e occhi, la provocante macchia rossa delle labbra, il palpitante colore della pelle. Anche l’audace composizione, in cui braccia e gambe risultano tagliate dai bordi della tela, rende la figura non una modella d’altri tempi, ma una donna di straordinaria e magnetica sensualità. I contemporanei avvertirono come scandaloso il fascino derivante dalla “modernità” di questi nudi, giudicati immorali e offensivi per il pubblico pudore.

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