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Le spigolatrici - Jean François Millet

Millet è, insieme a Courbet, uno dei protagonisti del realismo nell'arte. Parla del lavoro fuori città, che riguarda la provincia ed esalta i lavoratori delle campagne, come se il loro luogo di lavoro li rendesse più puri rispetto a coloro che lavoravano in città.
Nell'opera "Le spigolatrici" si vede il fattore a cavallo. Le persone più povere potevano chiedergli di raccogliere le spighe avanzate. Le donne rappresentate sono talmente povere che devono raccogliere nel campo spiga per spiga per metterle da parte. La tela è grande, come per le persone più importanti e lui rappresenta persone molto umili. Non si vedono i volti ma dalla carnagione scura e le mani grosse si capisce che sono persone che lavorano molto. Sono in primo piano rispetto al paesaggio e vengono molto criticate per la loro “monumentalità”. L’opera viene chiamata “Le tre grazie dei poveri”. C’è la denuncia sociale ma anche il rispetto perché sono persone dignitose: i copricapi sono decorativi e richiamano i colori della Francia. Si dice che si vive in una Francia di progresso.
Millet vede nella campagna i valori che in città si perdono. Nella provincia si mantengono i valori morali e religiosi. I lavoratori di campagna mantengono valori tradizionali per cui si apprezza più il lavoro campagnolo rispetto a quello della città.
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