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Henri Matisse

Vero animatore del gruppo dei Fauves fondamentale per la sua formazione fu la frequentazione del simbolista Gustave Moreau, di cui l'artista ammirava lo stile decorativo, sinuoso e arabescato, proprio questa influenza e l'adozione di un segno curvilineo lo porto ad allontanarsi da una pittore impressionista.
Nel 1905 il pittore trascorse l'estate insieme a Derain, risale a quel periodo Ritratto di Andrè Derain, la figura rappresentata in primo piano, è resa attraverso colori brillanti; la materia pittorica è spessa e densa, tanto che le pennellate sembrano modellare il volto dell'uomo. La tela mette gia in luce la tavolozza dotata di colori incentrati su cromie chiare e vivacemnte luminose.
La stanza rossa (Armonia in rosso), siamo a un livello ulteriore di elaborazione stilistica che ben esemplifica i caratteri del linguaggio cromatico-decorativo dell'artista. La concepi inzialmente com Armonia in Verde poi decise di ricoprirla di blu ma prima di consegnarla al suo commintente Sergej Scukin la ridipisse di rosso. Si afferma il principio dell'autonomia dell'opera dell'arte, la cui logica interna prevale sul contenuto, l'attenzione si sposta sul colore e perfino su un elemento astratto come l'armonia, nella tela il colore è del tutto irreale e steso per campiture brillanti: annullate le sfumature ogni oggetto possiede un suo colore che lo forma. Mentre la linea contribuisce a creare un linguaggio bidimensionale e decorativo continuo e solo due elementi accennano a una vaga tridimensionalità la sedia e la finestra. Il quadro spicca l'accostamento di diversi generi pittorici come la natura morta o il paesaggio.

La Danza

Sergej Scukin commissiono a Henri Matisse due tele raffiguranti l'allegoria della danza e della musica.
La danza illustra un soggetto che esprime uno stato di benessere, una dimensione di pacifica convivenza fra l'uomo e il mondo. In questo dipinto l'artista ha eliminato il contesto del passeggio e si è concentrato esclusivamente sul gruppo danzante. Le cinque figure si prendono per mano formando un cerchio più simile a un ovale. La posizione dei nudi suggerisce l'impressione che la danza si sviluppi in senso orario, ma sopratutto trasmette la sensazione di un movimento vivace. Si può notare, che tra la figura posta al'estremità sinistra del quadro e la compagna immediatamente alla sua destra si viene a creare uno spazio vuoto in quanto le loro due mani non sono allacciate. Per colmare questa distanza, entrambe sembrano forzare la propria posizione e forse proprio in questa imperfezione del cerchio che non si chiude va ricercato il senso più profondo dell'opera. Attraverso la raffigurazione della danza Matisse ha voluto suggerire l'idea della vita stessa, del prorompere inarrestabile dello slancio vitali. La figura geometrica non è perfetta, le sagome danzanti si allungano e si deformano perché la vita è movimento perenne e irregolare, un insieme di tensioni e una serie di equilibri destinati a infrangersi. Il dipinto suscita un effetto di distesa serenità, la danza suggerisce un moto allegro ma gentile. Alla resa semplificata della composizione concorre indubbiamente l'uso del colore: il rosso aranciato per i corpi, il verde per il piano d'appoggio delle figure, il blu per lo sfondo. Cielo, prato e personaggi danzanti risultano cosi sinteticamente resi attraverso larghe campiture di tonalità contrastanti conferendo al'immagine un forte impatto cromatico.

La musica: nel dipinto i cinque corpi nudi dei musicisti, disposti in modo da tracciare una diagonale, non si toccano, né sembrano comunicare fra loro. Concentrati nel proprio ruolo di suonatori e cantori, essi spiccano solitari rivolgendo la propria attenzione, oltre i confini del quadro: l'osservatore esterno viene cosi a trovarsi ad occupare la posizione invisibile del direttore d'orchestra. Il dipinto è pervaso da un atmosfera rarefatta e incantata.

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