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Gauguin

Il periodo di Tahiti: Negli anni trascorsi nelle isole dei mari il suo stile di ammorbidisce, il colore diviene meno violento e più caldo, il contorno meno pesante. Ma permane la suggestione dei ritmi musicali del disegno. L’opere forse più significativa per capire come la pittura di Gauguin debba essere vista solo per i suoi valori pittorici, indipendentemente dal tema è “Da dove veniamo? Cosa siamo? Dove andiamo?”. Il dipinto è stato realizzato di getto, di getto significa dipinto d’istinto, subito, velocemente per la necessità interiore di comunicare, lui infatti dipinge di getto prima di tentare il suicidio. L’opera è un poema figurato. Alle tre domande che ogni uomo si pone sul mistero del proprio passaggio in terra corrisponde la capata solennità delle figure disposte secondo calcolati rapporti reciproci. Viene dipinto come un fregio classico. Il fregio è un elemento che si trova nel tempio greco sopra l’architrave. Sopra la colona c’è la trabeazione caratterizzata da 3 elementi: cornice, fregio (disegni a basso rilievo) e frontone. Il fregio quindi è una narrazione continua da una parte all’altra. Quindi tutta la vita dell’uomo è descritta in una narrazione continua. La narrazione continua parte da destra verso sinistra, le domande quindi sono l’intera vita dell’uomo. A destra abbiamo il bambino (nascita dell’uomo) e le donne sedute vicino a lui. Camminando ci sono 2 figure rosse che parlano delle cause della vita, perché nel corso della vita almeno una volta uno si interroga sul senso che ne abbia. L’unica figura maschile del dipinto è una figura simbolica e rappresenta la raccolta del frutto della vita la giovinezza oppure il peccato originale. A sinistra invece c’è un idolo Maori ovvero la vecchia che pensa a tutta la sua vita rimpiangendola che simboleggia la morte. Alla fine del dipinto c’è un uccello bianco che trattiene una lucertola la quale indica la vanità delle parole. Le parole sono vane, inutili, di fatti non si potrà mai dare una risposta a tali domande. Qui la natura è incontaminata. Le linee si ammorbidiscono, quindi abbiamo corpi morbidi e tondeggianti. Una caratteristica fondamentale è il contorno che è meno pesante quindi i dipinti arrivano quasi all’astrazione.

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