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Marcel Duchamp: Nudo che scende le scale (1913)


Marcel Duchamp, nato nel 1887 e morto nel 1968, inizia la sua carriera artistica da una breve fase cubista, condivide il suo interesse futurista per il movimento del corpo e degli oggetti per aderire completamento al dadaismo. La sua celebre ironia nei confronti della produzione artistica gli fa inventare la tecnica del “ready-made” che consiste nell’esporre in un museo un oggetto qualsiasi come si trattasse di un’opera d’arte. Un esempio classico di tale tecnica è l’esposizione di una ruota di bicicletta. Il gusto per la provocazione e della dissacrazione fino ad arrivare allo scandalo viene applicato anche alla “Gioconda” di cui egli riproduce una copia ritoccata con baffi e barbetta con il titolo LHOOQ. Dal 1925 in poi, praticamente abbandonerà l’arte per riservare la maggior tempo al gioco degli scacchi.
Nel 1882, Marey inventa il cronografo, un apparecchio che permette di fotografare un oggetto, riproducendo sulla stessa tavola le fasi successive del movimento. In questo moto ne risulterà un’immagine ripetuta tante volte, ogni volta corrispondente ad una fase del moto in atto. Questo procedimento a ispirato gli artisti che intendevano fissare sulla tela la traccia persistente che lasciano sulla retina dell’occhio le cose in movimento. E’ un concetto caro al Futurismo. Ritroviamo un esempio di questa tecnica nella tela “Nudo che scende le scale”, di non facile comprensione per l’osservatore. L’anatomia è destramente semplificata, il corpo senza carne e senza armonia diventa un meccanismo senza bellezza. La forma del nudo è ridotta ad un manichino articolato. Il nudo non è più l’immagine classica, fissa, bensì un istante della vita. Alcuni critici, quando l’opera fu esposta gridarono allo scandalo. La tela è un esempio significativo di come Duchamp abbia aderito al Futurismo italiano che intende piegare l’attività artistica (pittura e scultura) al culto del modernismo e della velocità.
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