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Marcel Duchamp - Fontana


Nel 1917 Marcel Duchamp prese parte alla mostra promossa dalla Società degli artisti indipendenti di New York con Fontana. L'opera si articola in questo modo: un orinatoio in porcellana bianca, capovolto e collocato su un piedistallo di legno e firmato dall'artista con lo pseudonimo "Richard Mutt". Scoppiò un grande scandalo e l'opera venne rifiutata in quanto ritenuta una volgare provocazione: non si sarebbe infatti trattato di una creazione artistica ma di "un puro pezzo d'idraulica". Duchamp, che faceva parte del comitato organizzatore dell'evento, si dimise dalla Società, in quanto lo scandalo scoppiato a causa della sua opera era per l'artista la dimostrazione della mentalità convenzionale dei colleghi. Fontana si configura come l'esempio di ready-made per eccellenza: un oggetto banale viene sottratto dall'artista alla sua funzione ordinaria per essere presentato, dopo minime manipolazioni, in tradizionali spazi espositivi.

L'effetto per lo spettatore è scioccante:un orinatoio, quindi un oggetto non solo quotidiano, ma anche ritenuto generalmente indecente, viene elevato a oggetto artistico, a "pezzo da museo". E' inoltre probabile che Duchamp abbia voluto aumentare il senso di provocazione dell'opera giocando con la forma dell'oggetto in rapporto allo pseudonimo usato: "Mutt" rimanda, infatti, alla parola tedesca Mutter, ovvero "madre", ma anche a Mut, divinità egizia generatrice di tutti gli essere umani perché dotata di attributi sia maschili che femminili. La forma medesima dell'orinatorio è triangolare ed è il simbolo del ventre materno, fonte di vita: per questa ragione la scultura si chiama "fontana".

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