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Robert Delaunay: I corridori (1926)


Delaunay appartiene al gruppo dell’ avanguardia parigina. Egli si interessa soprattutto dello studio dei colori ed è attirato dalla potenza della forme. Amico di Apollinaire e di Picasso, il periodo cubista della sua formazione gli dà il gusto delle forme geometriche, a cui aggiunge un dinamismo cromatico che, ignoto ai pittori cubisti, deriva soprattutto da alcune sue intuizioni che saranno sviluppate dai pittori futuristi.
Innanzitutto bisogna ricordare che Delaunay ha spesso preso lo sport come tema dei suoi quadri con lo scopo di fare un omaggio alla forza, al vigore e quindi all’ottimismo che caratterizza i tempi moderni.
La composizione della tela I corridori, ispirata ai giochi Olimpici di Parigi del 1924, ruota intorno ad una prospettiva molto semplificata, ma non per questo meno efficace: le linee dritte dei gradini dello stadio e le curve della posta ci danno il senso della profondità e del movimento di tutta la scena.
Le forme semplificate e ridotte all’essenziale non imitano la realtà perché lo scopo è quello di suggerire il dinamismo. Il vigore della corsa è dato dalla geometria all’interno della quale le forme e i volumi sono definiti dai colori. Infatti per Delaunay i colori hanno un ruolo fondamentale. Infatti il punto di forza della composizione risiede proprio nell’equilibrio fra forme e colori: le sfumature e i particolari sono secondari: infatti, i tratti del viso e la linea dei capelli sono appena accennati. Infine, da notare che il ritmo dell’insieme è dato un avvicinamento fra colori dalla luminosità diversa che, creando contrasti simultanei, esaltano l’intensità delle tinte e quindi accentuando il senso del movimento
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