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Giorgio De Chirico - Melanconia

Intorno agli anni dieci del Novecento, Giorgio De Chirico tentò di ridare vitalità all'arte classica. Nato a Volos, in Grecia, De Chirico aveva trascorso la prima giovinezza proprio nella patria della classicità, disegnando con passione statue e frammenti antichi, che ne divennero in seguito, nella sua pittura, detta "metafisica" perché orientata a una realtà trascendente, presenze simboliche dotate di una forza misteriosa. Il motivo dell'Arianna addormentata, ripreso da una copia romana di una statua ellenistica conservata presso i Musei Vaticani, ricorre spesso nelle opere di De Chirico a partire dal 1911, in genere inserito all'interno di misteriose piazze circondate da portici ad arcate che divengono simbolo del mistero che si annida nella realtà. In Melanconia l'allusione al mito di Arianna ha un valore marginale, poiché la postura della statua evoca più che altro l'iconografia della Melanconia, cui si riferisce anche il titolo. Nel quadro di De Chirico la scultura, bianca come i calchi in gesso, e la grande ombra cupa che si proietta a terra non sono altro che l'incarnazione del dolore e della solitudine.

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