blakman di blakman
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Paul Cezanne, Le grandi bagnanti

La scena si svolge in una radura, dove quattordici donne, divise in due gruppi distinti, si concedono un momento di svago dopo il bagno. Cezanne ha disposto le figure in un arioso paesaggio, esteso in lontananza e aperto su un prato inframmezzato da un boschetto, al di là del quale lo sguardo è portato a spaziare verso l’alto, in direzione del cielo. I tronchi d’albero che si inarcano fino a toccarsi fungono da quinte laterali e formano un triangolo, la cui base è costituita dal ruscello e il cui vertice è collocato fuori dal quadro, un espediente usato dall’artista per dilatare lo spazio pittorico. In corrispondenza dell’asse centrale del triangolo l’artista ha situato una nuotatrice in mezzo al fiume e due figure in piedi sulla sponda opposta; in primissimo piano, invece, le tre donne accovacciate stendono le braccia quasi a voler sistemare un panno bianco appena accennato. I gruppi di donne compongono con i loro arti e alcune linee del paesaggio naturale due piccole piramidi. Ciascuna di esse è disposta secondo una diversa angolazione e un preciso equilibrio simmetrico,anche se le pose delle singole figure ricorrono identiche tra un’opera e l’altra. Questa sapiente disposizione dimostra che Cezanne non disegnava più riprendendo la modella dal vivo, ma rielaborava vecchi studi compositivi eseguiti dal vero negli anni della sua formazione accademica. Nonostante la classicità delle posture, i nudi hanno proporzioni ingigantite, fuori scala, ed esprimono una forza primitiva, quasi animalesca. Il disegno dei volti è sgraziato e incompiuto, i corpi imponenti e scultorei sono contornati da linee nere spezzate che non chiudono le forme, ma fanno sì che tutto si fonda insieme: carne, terra, corteccia, vegetazione, aria, acqua.

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