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Arnold Bocklin, L'isola dei morti


L'artista svizzero Arnold Bocklin si formò in diversi centri europei, ma soprattutto a Monaco e a Firenze, dove studiò la cultura classica e la pittura rinascimentale. Caratteristica principale delle sue opere è il contrasto tra realtà e dimensione onirica, tra immagini letterarie e mitologiche e universo interiore. L'isola dei morti, di cui esistono cinque versioni, raffigurava il viaggio di un defunto verso la propria sepoltura. Il feretro, accompagnato da una figura di spalle, coperta da un lungo manto bianco, viene traghettato da un nocchiere verso un'isola dall'aspetto inquietante, il cui mistero è generato dalla minuzia di particolari descrittivi che la delineano in un contesto assolutamente irreale. L'atmosfera dal cielo minaccioso e l'altezza dei cipressi, smisurata rispetto agli uomini presenti sulla scena, denotano una rappresentazione della natura molto vicina allo spirito dei paesaggi romantici di David Friedrich Caspar. Più che verso la porta dell'aldilà, Bocklin sembra volerci condurre alla soglia della nostra interiorità, nel luogo in cui affiorano le visioni e i sogni.

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