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Il palazzo pubblico

A partire dal Duecento vengono eretti in molte città italiane imponenti palazzi pubblici e privati. I primi sono sede del governo comunale, i secondi sono voluti dalle sempre più potenti famiglie borghesi. Tutti sono caratterizzati dall’equilibrio delle proporzioni e dall’impianto severo. I palazzi civici si aprono sulla piazza principale, su cui talvolta si affaccia anche la Cattedrale, sede del potere religioso. Nelle città dell’Italia settentrionale, essi presentano portici al piano terra, destinati ad assemblee pubbliche o al mercato. Al piano superiore si trova la grande sala per le riunioni del consiglio cittadino, aperta con un balcone sulla piazza. Nelle città dell’Italia centrale la loro organizzazione è più complessa: il portico viene generalmente sostituito da un cortile interno, mentre ai piani superiori si moltiplicano gli ambienti per le riunioni, ognuno con diversa funzione amministrativa. Importanti sono Palazzo Vecchio a Firenze, il Palazzo Pubblico a Siena e a Piacenza, il Palazzo dei Priori a Perugia e a Volterra, il Palazzo del Capitano del Popolo a Orvieto, il Palazzo della Ragione nelle città venete, Palazzo Ducale a Venezia. Il Palazzo Pubblico di Siena (iniziato nel 1298) si affaccia sulla Piazza del Campo, di cui segue l’andamento leggermente concavo. Le numerose finestre che si aprono nella facciata in file regolari lo privano dell’aspetto di fortezza caratteristico di molti edifici coevi. Una veduta del borgo di Spello, in Umbria.
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