Donato di Niccolò Betto Bardi detto Donatello


Scultore italiano (Firenze 1386-1466), figlio di un cardatore di lana (origine che determinò in larga misura il suo forte senso realistico e il suo interesse per la vita del popolo), Donatello si formò nella bottega del Ghiberti e nel cantiere della fabbrica del duomo di Firenze. Poiché la critica è ancora incerta sull'attribuzione dei Profetini per la Porta della Mandorla (Firenze, duomo), la prima opera sicura di Donatello è il David marmoreo del 1409 (Firenze, Museo Nazionale del Bargello), di schema ancora fortemente gotico nella posizione del corpo, pur rivelando già quella ricerca di dinamismo e di naturalità che caratterizzeranno l'arte matura di Donatello.
Alcuni viaggi a Roma col Brunelleschi (tra il 1404 e il 1409) lo portarono a diretto contatto con l'arte classica, il cui influsso è sensibile nel San Giovanni Evangelista (1409, Museo dell'opera del duomo), nel San Marco (1411-12, Orsanmichele) e soprattutto nel San Giorgio per una nicchia di Orsanmichele (1416, ora al Museo del Bargello), simbolo della visione eroica dell'uomo del Quattrocento: la figura infatti, saldamente collocata nello spazio e definita nelle direzioni del suo sviluppo dalla croce dello scudo, è caratterizzata da pochi tratti rapidi e volitivi e da contenuti movimenti che rivelano la padronanza nell'uomo del proprio agire. Anche la luce non è più un elemento esterno che scivola su piani slittanti, ma interno, che costruisce il volume. Nel volto del santo, simile a quello di un ragazzo del popolo, si nota il particolare classicismo di Donatello che, lungi dalla tendenza intellettuale e idealizzante del Brunelleschi, è liberamente interpretato secondo una tendenza drammatica e realistica ancor più manifesta nel Crocefisso di Santa Croce (1423), criticato dallo stesso Brunelleschi che accusò Donatello di ''aver messo in croce un contadino'', e nei Profeti, scolpiti tra il 1416 e il 1436 per il campanile (ora in gran parte al Museo dell'Opera del duomo), in cui sempre più si delinea la ricerca del dramma umano che trasfigura i volti e scava i corpi secondo una coerenza figurativa e non di proporzione ideale. Nel decennio fra il 1420 e il 1430, Donatello eseguì numerosi bassorilievi spesso in collaborazione con Michelozzo: fonte battesimale del Battistero di Siena (1425); Sepolcro di Giovanni XXIII (1425-27, Firenze Battistero); Sepolcro del Cardinale Brancacci (1427, Napoli, Sant'Angelo a Nilo), dove spetta a Donatello solo il rilievo con l'Assunzione. In queste opere egli, forzando la razionale costruzione prospettica del Brunelleschi, applica il principio dello ''stiacciato'' (visibile soprattutto nel rilievo col Banchetto di Erode, Siena, fonte battesimale), ottenuto livellando le superfici del bassorilievo al suo fondo così che la luce trascorre pittoricamente fra parti rilevate e piane.
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