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Le arti minori

Col termine “arti minori” intendiamo tutte quelle forme artistiche che si distinguono dalla pittura, dalla scultura e dall’architettura. IN alcuni paesi europei, esse sono chiamate arti decorative per il ruolo di decorazione degli ambienti che tali oggetti hanno. Se si parla di “minori”, questo non significa che si tratti di arti di valore inferiore perché molti artisti di grande fama, a volte si sono interessati delle arti decorative.
Le arti minori riguardano la lavorazione dei tessuti, la lavorazione dei metalli, la lavorazione delle gemme, dello smalto, la lavorazione ad intaglio dei materiali teneri, del vetro, del legno, la ceramica, la miniatura, il mosaico e la porcellana. La lavorazione dei tessuti è incentrata soprattutto sull’arazzo e il tappeto. La parola “arazzo” deriva dalla città francese Arras che un tempo ne era il centro di produzione più importante. Può essere tessuto con fili di argento, di lana, di seta e d’oro. I più celebri e pregiati sono quelli fiamminghi. Invece, i tappeti più pregiati sono quelli persiani e cinesi che alternano motivi geometrici o floreali a scene di caccia. Fra i tessuti è molto pregiato il broccato, un panno di seta, intessuto con fili d’oro che in Oriente era già diffuso nel III secolo. Per la lavorazione dei metalli, dobbiamo ricordare Benvenuto Cellini che creò dei veri capolavori ricorrendo all’arte del cesello. La lavorazione dei metalli è molto antica; infatti importanti lavori a sbalzo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni d’Egitto. Per quanto riguarda la lavorazione delle gemme, essa può avvenire con figurazione incavata o in rilievo. Nel primo caso si ha la pietra dura, nella seconda ipotesi abbiamo il cammeo; l’arte del cammeo è particolarmente fiorente a Napoli dove esso è ricavato da un tipo particolare di conchiglia. L’arte dello smalto è molto antica in tutte le civiltà. Esistono diverse tecniche; la più diffusa, oggi, è il dipinto con pasta vetrosa di oggetti di oreficeria o di ceramica. Molto diffusa da sempre è la lavorazione ad intaglio di materiali teneri, come il legno. Ler più belle opere d’intaglio in legno sono costituite dai cori e dai pulpiti scolpiti di alcune cattedrali europee, oppure i soffitti a cassettoni di alcuni palazzi rinascimentali, come nel Palazzo Vecchio di Firenze o nel Palazzo Ducale di Venezia. Anche la giada è considerata un materiale tenero ed il relativo intaglio è ancora molto diffuso in Oriente. Per la lavorazione del cristallo, i risultati migliori sono stati ottenuti in Boemia o dalle fabbriche di cristallo di Baccarat o di Sévres in Francia. A Murano, sono celebri le fabbriche di oggetti in vetro soffiato, famose per la finezza e la leggerezza degli oggetti prodotti. Da ricordare sono anche le vetrate delle principali cattedrali europee, soprattutto sorte in periodo gotico, ottenute con una tecnica di lavorazione del vetro che ancora oggi ci resta in parte sconosciuta. Nel Settecento diventò di moda l’intarsi, cioè la decorazione di mobilio di soprammobili con legni di diverse qualità come, per esempio, la madreperla. Particolare successo ebbe l’ebanista italiano Maggiolini che ha dato il proprio nome ad uno stile. Fra le arti minori occupano un posto di spicco la ceramica e la porcellana.,. Inizialmente veniva prodotta la terracotta che un semplice impasto di acqua ed argille; poi tale impasto cominciò ad essere rivestito di uno smalto trasparente per ottenere la maiolica (soprattutto a Faenza), quindi si passò alla produzione della delicata porcellana. Inventata in Cina nel 200 a.C., la porcellana fu introdotta in Europa nel XVII secolo e si sviluppò soprattutto in Francia con le manifatture di Sévres, Saint-Cloud e Limoges. In Germania, famose sono le porcellane di Meissen, caratterizzate dai lori rilievi bianco su bianco. In Italia celebri sono le porcellane Richard & Ginori, Bassano e soprattutto di Capodimonte, ancora in produzione. Un discorso a parte va fatto per le miniature, cioè per le pitture su pergamena carta o avorio con cui, nel Medioevo venivano decorati i libri di preghiera o i testi cavallereschi dai monaci amanuensi. Infine dobbiamo ricordare il mosaico che può essere definito “una pittura su pietra. Tale tecnica era già molto conosciuta dagli antichi Egiziani, poi passò ai Greci e quindi ai Romani. Tuttavia quest’arte raggiunse il massimo splendore con la presenza dei Bizantini in Italia. Magnifici esempi ci sono stati tramandati nella basilica di S.Vitale o nel Mausoleo di Gallia Placidia, a Ravenna dove esiste tutt’oggi una Scuola del Mosaico, frequentata da studenti provenienti da tutto il mondo.
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