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Periodo classico - Definizione, da cosa è formato e Policleto scaricato 4 volte

Il periodo classico


Il termine "classico" nell'arte può assumere tantissimi significati: misura, calcolo, simmetria, monumentalità; può anche rappresentare il Pondus, ovvero l'armonia, l'equilibrio.
Un'opera classica è tale perchè monumentale, sfida i tempi ed è attuale. Nel '500 (periodo classico) le opere sono caratterizzate dalla presenza di linee dritte.
Queste linee nel corso dei secoli subiscono delle trasformazioni, tant'è che nel '600 (periodo barocco) diventano curve, per poi modificarsi ulteriormente verso il 1746 (stile rococò), assumendo una forma frastagliata. Negli anni del '700/ inizio '800, col ritorno allo stile classico (neoclassicismo) le linee si riappropriano della propria forma originale.
Col termine sincretismo ci riferiamo all'incontro di 2 o più culture che, fondendosi, ne formano una nuova. Nel caso della cultura greca, la formazione è dovuta all'incontro di 3 culture:
- la cultura dorica (proveniente dal nord, Macedonia);
- la cultura orientale (proveniente dall'est, Turchia e Anatolia);
- la cultura cretese (proveniente da sud, Creta (un'isola della Grecia).
Ognuna di queste culture presentava delle caratteristiche che andavano a influire direttamente sulle proprie opere: i Dorici erano dei guerrieri, gli Orientali erano dei guerrieri e dei naturalistici, mentre i Cretesi erano raffinati e pacifici (questo fino al 1500, dopo la conquista dei cretesi da parte dei micenei).
Il classicismo è diviso in 3 fasi:
- X - VI a.C. : periodo arcaico;
- V - IV a.C. : periodo classico;
- III - fondazione di Roma : periodo ellenistico.
Col periodo classico abbiamo il massimo naturalismo della Grecia: si introducono medicina, matematica, filosofia e geometria. Questo naturalismo però non riflette la realtà, che presenta molte più imperfezioni. I greci infatti cercavano una bellezza ideale, la cosiddetta "Sezione aurea": volevano paragonare l'uomo alla bellezza e alla perfezione della natura.

Arte greca classica


Grande esponente dell'arte greca classica (e in particolare dell'arte scultorea) fu Policleto d'Argo, scultore, bronzista e teorico greco vissuto tra il 460 e il 420 a.C. circa.
Policleto diceva che un bel corpo doveva misurare 8 volte la testa, gli occhi dovevano formare un triangolo equilatero tra le pupille e il naso. V'erano poi tantissimi altri rapporti simmetrici da rispettare. Procedendo in questo modo però i corpi e i volti diventavano tutti uguali, diversi dalla realtà.

Fase ellenistica


I greci passarono all'ellenimo nel momento in cui persero la Guerra del Peloponneso. Gli ateniesi, dopo essere stati sconfitti nonostante i numerosissimi sacrifici e interpretazioni degli oracoli effettuati prima della guerra, cominciarono a dubitare degli Dei, decidendo di smettere di raffigurarli nelle loro opere e sculture. Cominciarono a dare attenzione alla gente comune, e iniziarono a scolpire statue come donne ubriache, pugili sfiniti. E' in questo periodo che nasce il virtuosismo degli artisti. In passato, gli artisti rappresentavano l'uomo come se fosse intrappolato nello spazio, completamente immobile. Col virtuosismo invece, l'uomo riesce a sconfiggere lo spazio, eseguendo ampi movimenti e dando inizio alla dinamicità delle opere.
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