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Roma dopo le guerre puniche

Roma dopo le guerre puniche


Con la vittoria dei romani nelle tre guerre puniche contro i Cartaginesi, che furono combattute tra il 246 a.C. e il 146 a.C., Roma annientò la civiltà che le fu rivale per eccellenza: quella dei Cartaginesi. Al termine di queste guerre Roma si trovò ad affrontare una serie di cambiamenti. Il dominio incontrastato sul Mediterraneo, ottenuto grazie alla vittoria sui Cartaginesi, portò allo sfruttamento della manodopera dei servi nei latifondi. Inoltre, dato che in essi lavoravano migliaia di schiavi, Roma fu costretta a portare avanti continue guerre per averne sempre di più. Altresì durante queste guerre, i piccoli proprietari terrieri erano stati costretti ad arruolarsi lasciando i propri terreni. Al ritorno li trovarono incolti e si trovarono sommersi dai debiti che le loro famiglie avevano contratto per sopravvivere. Per ripagarli, finirono o per vendere i loro possedimenti o a lavorare come braccianti. Al contrario la classe dei grandi proprietari si arricchì, infatti, si appropriarono della quasi totalità della ricchezza che proveniva dalle regioni conquistate. La maggior parte di essi comprò terreni a prezzi molto bassi e li fece lavorare agli schiavi non pagando di conseguenza la manodopera. L’impoverimento dei piccoli proprietari terrieri fu un grande problema per Roma. Infatti, per poter entrare nell’esercito non bisognava essere nullatenenti, ma la maggior parte di essi, che erano stati i principali componenti delle milizie, lo era diventato a causa della guerra.

A cura di Miriam.

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