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Roma - Conquista di Veio


Essi avevano di che lamentarsi (così come i sudditi delle provinciae), perché da tempo fornivano un contributo fondamentale alla potenza romana (formavano gli auxilia, cioè la parte delle regioni implementate dal contributo degli alleati federati), ma erano tagliati fuori da qualunque decisione politica, militare ed economica, prese a Roma dalla plebe romana e dai latini, che avevano diritto di voto. Le funzioni di comando dell’esercito erano tutte affidate esclusivamente a cittadini romani, mentre soltanto i gradi più bassi dell’esercito erano affidati agli Italici; anche nello sfruttamento economico delle provinciae gli Italici erano presenti, ma sempre in posizione subordinata ai cives romani, che avevano comunque e sempre un ruolo primario. Infine, il problema più importante era quello delle terre: in una società sostanzialmente agricola come quella romana la città si basava sul surplus della campagna e chi aveva la terra era sostanzialmente il vero ricco del mondo antico; dunque, di fronte alla possibilità che venisse applicata una legge di ridistribuzione delle terre ai cittadini romani, basata sui recuperi di ager publicus, i socii decretarono la rivolta.
Laddove gli altri si rivoltavano queste famiglie etrusche, legate politicamente all’aristocrazia romana, non risposero nelle loro città alla devastante guerra sociale e furono immediatamente ricompensate con l’estensione della cittadinanza romana a tutti i cittadini, nel 90. Perugia venne inserita nella tribù Tromentina, la prima di 10 tribù che vennero create lungo tutto il processo di municipalizzazione; già Roma aveva attuato questo processo di romanizzazione iscrivendo cittadini di località lontanissime: Veio fu, ad esempio, iscritta nella medesima tribù Tromentina, come gli abitanti di Perugia.
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