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Età Giulio Claudia- Successione di Augusto


Alla morte di Augusto, nel 14 D.C., un aspetto lasciato irrisolto dal princeps rese evidente la novità istituzionale dell'assetto dato allo Stato: nessun criterio per la successione era stato previsto, poiché ciò avrebbe comportato il riconoscimento della natura monarchica del regime instaurato da Augusto. Pur estendendosi dal nominare esplicitamente un successore scelto tra i suoi familiari, Augusto promosse la riaffermazione della tradizione gentilizia romana, che comportava l'idea di ereditarietà del patrimonio, della virtus, della clientela e del prestigio familiare, senza tuttavia configurarsi in modo diretto come una vera e propria successione dinastica.
Augusto non ebbe figli maschi, ma solo una figlia, Giulia, che gli diede due nipoti,Lucio e Gaio. Nel 39 A.C. egli aveva divorziato dalla prima moglie per sposare Livi, già madre di due figli, Tiberio e Druso, nati dal precedente matrimonio. Ma Druso morì precocemente e la stessa sorte tocco ai suoi nipoti, i figli di Giulia: al princeps non rimase altra scelta che designare Tiberio come suo successore e lasciandogli in eredità gran parte dei suoi beni.
Quando, nel 14 d.c., Augusto morì, il senato conferì la successione di Tiberio, allora 56 enne; con lui ebbe inizio la dinastia Giulio-claudia.
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