pexolo di pexolo
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Rapporti tra Costantino e il donatismo

Il comportamento alterno e in apparenza titubante tenuto da Costantino verso i donatisti è esemplare della cautela con cui quell’imperatore ebbe a muoversi, soprattutto prima della vittoria riportata a Cibalae su Licinio (nel 316), in un contesto in cui tutti i potenziali gruppi di appoggio (ma pure capaci di confluire tra le file dei suoi nemici) dovevano essere oggetto di particolari attenzioni. Lo scisma, se dilagato, poteva farsi cassa di risonanza di una nuova usurpazione, mettendo a repentaglio il possesso dei territori su cui Costantino esercitava un potere (non ancora ratificato da Licinio e Massimino Daia) per esclusivo diritto di conquista. Il modo in cui, rifiutando il giudizio immediato che i donatisti richiedevano all’imperatore, permise a Costantino di non prendere decisioni fino alla conquista dell’Illirico dopo la battaglia di Cibalae e la prima vittoria du Licinio, dopo di che procedette a esiliarli confiscandone i beni, facendo atto di clemenza nei loro riguardi allorché dopo il 321 parve imminente lo scontro definitivo con Licinio, riflette la spregiudicatezza con cui Costantino procedette a realizzare il progetto politico che lo animava, rispondendo in termini diversi ai propri gruppi di appoggio in relazione ai benefici che egli stesso poteva trarne.
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