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I popoli dei fiumi

Nelle valli formate dai grandi fiumi l’abbondante acqua rende fertile il terreno e il clima mite e favorevole alla vita delle piante, degli animali e degli uomini. Al tempo dei primi villaggi agricoli, in queste valli la popolazione umana aumentò rapidamente, anche perché poteva disporre di un cibo più abbondante. Fu perciò necessario coltivare un numero sempre maggiore di campi; per questo si cominciò a sfruttare meglio le acque dei fiumi con la costruzione di grandi opere idrauliche. Per progettare e costruire argini, dighe e canali gli abitanti di più villaggi unirono le loro forze; un po’ alla volta gli uomini si specializzarono in lavori diversi; la società divenne man mano più complessa e produsse nuovi modi di vivere insieme. Nacquero così le prime città. Le prime città: Le prime città sorsero dunque vicino ai grandi fiumi: in ciascuna fu costruita una grande reggia o casa del re, che la gente del tempo chiamava il palazzo, e un monumentale tempio, considerato come la casa degli dei. Quanto più grandi e belli erano il palazzo e il tempio, tanto maggiore era la potenza della città e del suo re. Nelle regge e nei templi veniva immagazzinato il sovrappiù alimentare, cioè la parte del raccolto che non veniva consumata subito ma messa da parte per il futuro: sacchi di grano, d’orzo, di riso, balle (grossi involti) di lana e anfore (grandi recipienti di terracotta) colme d’olio. Il grande tempio della città sumera di Ur, in Mesopotamia. Il suo nome originale, ziggurat, vuol dire “collina del cielo”. Era a forma di torre, con vari piani sovrapposti; in quelli più bassi lavoravano i migliori artigiani della città.
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