Il popolamento dell'America

Il continente americano cominciò a essere popolato durante l'ultima glaciazione, quando gruppi di uomini giunsero dalla Siberia nell'attuale Alaska, attraversando lo stretto di Bering. Il passaggio dal nomadismo alla sedentarietà dell'agricoltura avvenne nell'America centrale e meridionale tra il 5000 e il 1000 a.C. e si basò sulla diffusione della cultura del mais, parallela all'espansione politica delle popolazioni centroamericane. Le tracce più antiche di insediamenti urbani in America centrale sono venute alla luce lungo la foce del rio Panuco, dove si insediò una popolazione che prese il nome di Huastechi. Invece nella parte meridionale del Golfo del Messico si sviluppò la prima civiltà urbana mesoamericana: la cultura olmeca, cui nome deriva dalla parola "Olman", " paese del caucciù ", con cui gli Aztechi indicavano questa regione. Essa è la "madre" di tutte le civiltà dell'America centrali, ebbe origine intorno alla 2000 a. C. e raggiunse la massima espansione tra il 1200 e il 300 a.C. Nella cultura olmeca evidenti sono le analogie con le successive civiltà precolombiane, a cominciare dalla netta separazione tra centri religiosi e centri amministrativi, che ha fatto ipotizzare l'esistenza di una organizzazione statale unitaria. I templi provvedevano a ridistribuire le eccedenze alimentari tra artigiani, amministratori e sacerdoti. La civiltà olmeca fece sentire la sua influenza anche in Messico, dove, intorno al 400 a.C., grazie all'aumento della produttività del mais, si sviluppò una società più complessa, attorno alla città di Teotihuacán e verso sud in El Salvador.

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