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Impero di Claudio

Nelle tumultuose ore che seguirono la morte di Caligola, mentre il Senato era incerto sul da farsi e una parte propendeva verso un’anacronistica restaurazione della repubblica, gli stessi pretoriani che avevano ucciso Caligola proclamarono imperatore un suo anziano zio, Claudio, fratello di Germanico, che sino a quel momento era vissuto in disparte. Fu questo un grave precedente, che sarebbe in seguito diventato la norma: l’imperatore era stato proclamato attraverso un colpo di mano compiuto dai militari. Venivano così scavalcate le procedure legittime e il Senato fu costretto ad accettare il fatto compiuto; Claudio promise un forte donativo in denaro per ottenerne la fedeltà e il Senato riconobbe la nuova situazione.

Claudio non era tenuto in grande considerazione, per le caratteristiche fisiche (era zoppo, aveva dei tic ed era balbuziente), sia per il carattere timido che aveva relegato ai magistrati delle attività politiche: egli era una figura di erudito, più a suo agio in una biblioteca che in un accampamento o nell’aula di un tribunale. Aveva scritto libri sulla storia di Cartagine e dell’Etruria e aveva scarsa esperienza amministrativa. Tuttavia, una volta assunto il potere, lo rese con abitualità e moderazione. Insieme a Tiberio, Claudio può essere considerato il miglior imperatore tra i primi successori di Augusto e gli storici moderni gli riconoscono il merito di avere reso molto più efficiente la burocrazia dello Stato, che fu posta sotto il controllo della segreteria imperiale: vi collaboravano alcuni liberti di grande capacità, che acquistarono una forte influenza negli affari statali.

In generale il regno di Claudio si caratterizzò come un’opera di consolidamento: si ebbe una stabilizzazione della situazione internazionale, un rafforzamento del potere imperiale oltre a un miglioramento della situazione finanziaria dello Stato, le cui risorse furono amministrate con oculatezza. Tra i provvedimenti di Claudio uno in particolare fu denso di sviluppi: malgrado l’opposizione dell’aristocrazia, egli ammise in Senato alcuni provinciali della Gallia Narbonense, regione da lungo tempo sottoposta al dominio romano. Con ciò aveva inizio quel processo di assimilazione delle popolazioni allo Stato romano che fu una delle eredità storiche più importanti dell’Impero. Claudio intraprese anche la conquista della Britannia, cui partecipò direttamente; in poco tempo la parete meridionale dell’isola fu sottomessa e trasformata in provincia (44 d.C)

Con l'avvicinarsi della vecchiaia, attorno a Claudio si scatenò una rete di intrighi in vista della successione. La vita privata dell’imperatore, del resto, era stata molto movimentata: dopo due primi matrimoni, egli aveva infine sposato Messalina, dalla quale aveva avuto un figlio, Britannico; il comportamento di Messalina, nota in tutta Roma per le sue scandalose avventure e implicata in una congiura contro di lui, aveva indotto l’imperatore a decretare la sua condanna a morte. Già avanti negli anni, Claudio si era in seguito risposato con sua nipote Agrippina (detta “Minore”), che era figlia di suo fratello Germanico, con un matrimonio che suscitò molte critiche perché considerato incestuoso.

Agrippina era vedova di un nobile romano dal quale aveva avuto (nel 37 d.C.) un figlio, di nome Nerone; per favorire la successione al trono di suo figlio, Agrippina – a quanto pare –fece avvelenare il marito (nel 54 d.C.) e intrigò perché il Senato esautorasse l’erede legittimo Britannico: grazie agli abili maneggi di sua madre, dunque, Nerone poté così essere proclamato imperatore.

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